Covid-19, Ricciardi rivela: “I tamponi fanno male alle mucose dei calciatori”

Covid-19, Ricciardi rivela: “I tamponi fanno male alle mucose dei calciatori”. Si valuta di togliere i test ogni quattro giorni per la Serie A, proprio per salvaguardare la salute degli atleti

Ricciardi Oms
Covid-19, Ricciardi rivela: “I tamponi fanno male alle mucose dei calciatori” (Foto: Facebook)

Si continua a studiare i protocolli migliori in attesa dell’inizio del prossimo campionato di calcio. La Serie A tornerà in campo nel week end e per ora tutto è rimasto invariato rispetto alla ripresa post lockdown. Controlli sui calciatori ogni 4 giorni e chiusura completa ai tifosi sugli spalti. Il governo non vuole correre rischi e sta valutando qualche alternativa che non porti a rischi inutili. Prevenire i contagi è fondamentale per il regolare andamento della stagione agonistica e nessuno può prevedere cosa accadrà da qui a pochi mesi. Anche di questo ha parlato Walter Ricciardi, membro del comitato esecutivo dell’Oms e consulente del ministero della Salute, intervistato dalla trasmissione “Buongiorno” su SkyTg24.

Il primo punto trattato riguarda i tamponi a cui devono essere sottoposti i calciatori. 

Testare gli atleti ogni 4 giorni era una misura ideata per il ritorno in campo della scorsa estate. Doveva coinvolgere solo la Serie A, mentre è stata estesa anche alle serie inferiori, senza che nessuno ci interpellasse. Effettivamente sono regole difficili da rispettare per squadre che non hanno la stessa disponibilità degli ultra professionisti“.

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Covid-19, Ricciardi rivela: “I tamponi fanno male alle mucose dei calciatori”

Test tampone
Covid-19, Ricciardi rivela: “I tamponi fanno male alle mucose dei calciatori” (Foto: Getty)

Ricciardi ha voluto anche parlare delle controindicazioni mediche, oltre che logistiche, dei tamponi.

Sottoporre a tale controllo i calciatori ogni 4 giorni può causare dei problemi anche alle mucose degli atleti. E’ un test con un forte impatto e potrebbe non essere ottimale per chi svolge un’attività così intensa. Stiamo valutando le alternative per il protocollo“.

Poi una battuta sulla possibile riapertura degli stadi per i tifosi: “In questo momento assembramenti di massa che coinvolgono migliaia di persone non sono pensabili. Credo che finchè non avremo un vaccino pensare di portare migliaia di persone a stretto contatto in un ambiente del genere non sarebbe sensato. Potrebbero essere prese in esame delle aperture parziali ma resta sempre il problema dell’accesso e del deflusso”.

Ovviamente è un consiglio tecnico scientifico che gli esperti danno, poi starà alle varie amministrazioni regionali comportarsi di conseguenza e decidere, come è stato fatto ad esempio per le discoteche.

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