Clima, il 2020 è il secondo anno più caldo dal 1800: la statistica

Clima, il 2020 è il secondo anno più caldo dal 1800: la statistica rivelata dalla Coldiretti mostra come il cambio del tempo procede inesorabilmente verso un riscaldamento globale

riscaldamento meteo
Clima, il 2020 è il secondo anno più caldo dal 1800: la statistica (Foto: Getty)

Il riscaldamento globale prosegue senza sosta negli ultimi anni e l’effetto sul clima è purtroppo facilmente riscontrabile. Secondo quanto riportato dalla Coldiretti questo 2020 ha fatto registrare nei primi otto mesi un dato piuttosto significativo. La temperatura è di 1,05 gradi più alta della media storica e il valore assoluto si piazza al secondo posto della classifica degli anni più caldi dal 1800 ad oggi. 

L’escalation del caldo in Italia sta assumendo contorni sempre più definiti nel presente, con record battuti continuamente negli ultimi 20 anni. Considerando i due secoli intercorsi dal 1800, notiamo come in cima alla graduatoria ci siano solo periodi recenti: 2018, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2003.

Tutto questo ha delle ripercussioni sull’agricoltura e sulle distribuzioni delle coltivazioni. La vegetazioni ha subito modificazioni significative, come ad esempio l’ulivo, tipicamente mediterraneo ma che ora si trova nel nostro paese anche a ridosso della Alpi al Nord. Al Sud invece, in Sicilia e Calabria sono arrivate le tipiche frutte tropicali, con banane, avocado e papaya a farla da padrone.

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Clima, il 2020 è il secondo anno più caldo dal 1800: aumento di 1,05 gradi rispetto alla media storica

Caldo record
Clima, il 2020 è il secondo anno più caldo dal 1800: la statistica (Foto: Getty)

Questa tendenza all’aumento delle temperature annuali, sta investendo tutto il nostro pianeta ma crea disagi soprattutto in alcune aree. Nel calcolo della Coldiretti sul caso italiano, si è stabilito che rispetto al trentennio intercorso tra il 1980 e il 2000, il prossimo potrebbe far segnare un aumento di circa 2 gradi. Alcune proiezioni parlano addirittura di 5 gradi in più con un effetto devastante sul nostro paesaggio naturalistico.

Ad esempio si è stimato come il rischio alluvionale potrebbe creare danni da 15,2 miliardi di euro l’anno, nel periodo 2071-2100. Allo stesso modo anche l’innalzamento delle acque del mare porterebbe a dei costi logistici da 5,7 miliardi di euro. In più potrebbe impattare anche sul minore spazio per i turisti, vista la carenza di spiagge, con un taglio dell’ordine di 50 miliardi. 

Immancabile con l’aumento del caldo anche l’innalzamento del rischio incendi, con un 20% in più nei prossimi tre decenni, sempre in base alle previsioni meno rosee.

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