Ritorno a scuola, ma non in tutte le regioni: com’è la situazione

Oggi 14 settembre è il giorno del ritorno a scuola per dodici regioni italiane: analizziamo la situazione sotto tutti i punti di vista

Oggi 14 settembre si è dato il via ufficiale alla riapertura delle scuole, con milioni di bambini e ragazzi che dopo diversi mesi hanno potuto rincontrare compagni e insegnanti. Il ritorno in classe oggi è avvenuto, però, solo in 12 regioni su 20 (Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Molise, Marche, Toscana, Liguria, Piemonte, Sicilia, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto e la provincia di Trento). Gli studenti in Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria e Puglia torneranno in classe il 24 settembre, mentre la Sardegna ha deciso di dare il via all’anno scolastico il 22. C’è anche chi, come a Bolzano, ha deciso di riaprire una settimana fa.

Per tutti, gli ingressi sono stati scaglionati all’entrata nelle strutture e lo saranno anche all’uscita. Questa è una mossa, consigliata da Cts, per evitare assembramenti. La temperatura sarà misurata a casa in modo che, per chi dovesse avere da 37.5° in poi, non si recherà a scuola. I genitori avranno poi l’obbligo di informare il medico di base che, a sua volta, disporrà la richiesta del tampone.

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Ritorno a scuola, no all’obbligo di mascherina al banco: pronto un piano sulla didattica digitale

No all’obbligo di mascherina in classe per gli studenti, a patto che questi rispettino il metro di distanza l’uno dall’altro. All’entrata, all’uscita e per gli spostamenti interni alla scuola sarà obbligatorio invece indossarla. Il governo, a proposito di mascherine, ha già annunciato l’erogazione di 11 milioni di dispositivi di protezione a titolo gratuito per gli studenti. Riguardo al trasporto pubblico e scolastico, è stata consentita una capienza fino all’80% all’interno dei mezzi.

Gli insegnanti, oltre alla didattica ravvicinata, stanno studiando anche su delle lezioni che si baseranno su moduli da svolgere online. Il Ministero, a tal proposito, ha emanato delle linee guida specifiche sulla didattica digitale integrata. Nel documento vi sono indicazioni operative che permetteranno a ciascun istituto di dotarsi di un piano scolastico ben preciso. In particolare, esso dovrà essere adottato nelle secondarie di secondo grado dove, nei prossimi mesi, è attesa una maggior alternanza tra la didattica in presenza e quella a distanza.

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