Israele, ministro Litzman protesta contro nuovo lockdown: si dimette

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L’Israele annuncia il nuovo lockdown ed il Ministro all’Edilizia, Yakov Litzman, si dimette. La decisione arriva come protesta contro la nuova serrata.

Israele Litzman
Il ministro all’Edilizia israeliano annuncia le dimissioni (Getty Images)

Una decisione a sorpresa, quasi più di quella presa dall’Israele di tornare in lockdown, stiamo parlando delle dimissioni del ministro all’Edilizia ultraortodosso Yakov Litzman. Infatti la decisione di Benjamin Netanyahu di chiudere nuovamente il paese è stata presa malissimo dai partiti religiosi, che temono fortissime ripercussioni dal punto di vista economico.

Il lockdown inizierà dalle ore 14 del 18 settembre ed ha come obiettivo quello di abbassare i dati di contagio giornalieri. Inoltre durerà per ben tre settimane, dove i cittadini dovranno osservare delle regole rigidissime. La decisione è arrivata dopo una lunghissima riunione da parte del Governo.

Infatti l’opposizione al lockdown di diversi ministri ha complicato la riunione. Uno dei più grandi oppositori alla serrata è stato il ministro del Tesoro Israel Katz. Ma alla fine si è giunto ad un accordo, per la gioia del premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Israele, il ministro Litzman si dimette: decisione presa per protesta

Israele Litzman
La decisione di Litzman dopo il ritorno in lockdown (Getty Images)

Come abbiamo anticipato, la decisione non è stata presa bene da tutti. Infatti uno degli esponenti politici più indignati dalla decisione del Governo è il Ministro all’Edilizia, Yakov Litzman. Da sempre contro il lockdown, Litzman ha deciso di rassegnare le dimissioni dopo la decisione di Netanyahu delle tre settimane di serrata.

Infatti dietro l’ira di Litzman c’è un motivo religioso. Infatti la serrata impedirebbe le preghiere nel periodo delle festività più solenni del calendario ebraico. Manca poco, infatti, sia al Capodanno Ebraico (Rosh Hashanà), sia al digiundo del Kippur e del Sukkot (Festa delle Capanne).

Per questo motivo Litzman aveva chiesto l’applicazione del lockdown ad inizio di agosto. Insieme all’ex Ministro dell’Edilizia, anche il Ministero del Tesoro, quello della Scienza, Turismo, Economica e Welfare sono contro la serrata. Stando ai cinque ministeri, il lockdown provocherebbe un grande danno economico, stimato tra i 1,2 miliardi di euro a settimana, lasciando a casa circa 300mila lavoratori.

Nonostante i diversi oppositori, Netanyahu ha comunque deciso di chiudere nuovamente il paese. Infatti il premier israeliano ha deciso di preservare la salute dei cittadini, dopo i circa 4mila contagi al giorno riportati, nelle ultime settimane.

L.P.

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