Germania, non fumare costa il posto di lavoro

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Germania, non fumare in ufficio può costare il posto di lavoro: è la decisione, che può sembrare paradossale, di un’azienda tedesca

Lavoro, in Germania licenziati perché non fumano (Pixabay)

Fumare fa male? Peggio, in Germania può costare il posto di lavoro, come è successo in passato a tre diopendenti di un’azienda nella zona di Amburgo Se il governo, da tempo, ha vietato il fumo anche negli ambienti di lavoro, il titolare non ha voluto sentire storie.

Tre suoi dipendenti infatti sono stati cacciati perché non fumatori. Secondo la sua teoria, opinabile ma insindacabile, i non fumatori si integrano peggio nell’ambiente di lavoro e quindi alla fine non  sono una risorsa. All’epoca dei fatti il, fumo era vietato nelle grandi aziende, ma non sui posti di lavoro di piccole dimensioni. Così i tre lavoratori, pur lamentando il fatto che le loro proteste erano esclusivamente legate a motivi di salute, non sono stati reintegrati. Durante la causa, il proprietario dell’azienda ha spiegato che con le loro continue lamentele creavano un ambiente proco produttivo e non avevano spirito di squadra.

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Fumo sul lavoro e in pubblico, i Paesi più restrittivi

Ma, Italia e Germania a parte, cosa succede nel resyol del mondo? A Tokyo come in altre grandi città del Giappone, è vietato fumare per strada. Esistono solo piccole zone fumatori, nelle strade laterali con posacenere e pannelli divisori installati ancora prima del Covid-19.

Germania, vincono i fumatori (Pixabay)

A New York dal 2011 il divieto di fumo vale in poasti pubblico come stadi, parchi, piscine, piazze pedonali e spiagge. Non è possibile fumare nemmeno davanti alle scuole, alle strutture sanitare e a meno di 30 metri dall’ingresso dei palazzi. Infine in Svezia dal luglio 2019 è vietato fumare anche nei ristoranti all’aperto, oltre che in stazioni, banchine di bus e treni, parchi giochi. L’obiettivo dichiarato dal governo è quello di diventare entro il 2025 un Paese totalmente ‘smoke free’.

 

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