Saronno, processo da rifare per infermiera killer: la motivazione

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A Saronno la Corte d’appello ha annullato la sentenza che condannava all’ergastolo Laura Taronno, accusati di aver ucciso madre e marito insieme all’amante. 

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Nella giornata di ieri, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza che condannava a 30 anni di carcere Laura Taroni. La donna, di professione infermiera, era accusata di aver ucciso la madre e il marito la complicità del suo amante. Ma quello che getta davvero scandalo su questo annullamento della condanna, è che si è verificato per un errore dei giudici. Nella sentenza mancavano infatti 13 pagine relative alle considerazioni sulla reale capacità di intendere e volere della donna. Una mancanza che è stata subito notata dall’avvocato difensore dell’infermiera che presentato ricorso vincendolo. E adesso dovrà tenersi un nuovo processo davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Milano. 

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Saronno, processo da rifare per infermiera killer: le dichiarazioni dell’avvocato difensore

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L’avvocato difensore della donna ha dichiarato in proposito che “la decisione non riguarda solo il fatto che la sentenza fosse incompleta, perché la Corte d’Appello di Milano si era dimenticata una parte della motivazione, ma anche le prove sulla responsabilità per gli omicidi. La causa è riaperta”. L’amante della donna, oltre che per il duplice omicidio con la Taroni, era stato anche condannato per la morte di dieci pazienti avvenuta nell’ospedale in cui lavorava.

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