Whatsapp, mandare foto hard a minore è violenza sessuale: la legge

Whatsapp, mandare foto hard a un minore è ora diventata violenza sessuale. Una sentenza che farà la storia.

WhatsApp sticker
Whatsapp (via WebSource)

Un cambiamento davvero molto importante quello che è stato sancito poche ore fa dalla Cassazione, che dopo diverse settimane di riflessione è giunta ad una conclusione. L’organo governativo e legislativo si è trovato tra le mani un tema scottante come la privacy e l’utilizzo sconsiderato che alcune persone fanno di Whatsapp. Alcuni, infatti, usano la piattaforma comprata da Zuckerberg non solo per comunicare e per scambiarsi file o informazioni come tutti, ma per dare sfogo alle proprie pulsioni più recondite e malate. Non è raro che la piattaforma diventi luogo di gruppi di pedofili e di persone che hanno come unico obiettivo quello di scambiarsi fotografie provocanti di persone vicine a loro, magari senza il loro consenso e senza che nessuno se ne accorga. Altri ancora invece mandano foto hard a dei minorenni, per poi spingerli a fare lo stesso. Per questo la Cassazione ha deciso di agire per legiferare sul tema.

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Whatsapp, mandare foto hard a minore è violenza sessuale: la legge

Da ora in poi chiunque scambierà fotografie hard con dei minorenni nudi sarà perseguito per il reato di violenza sessuale. Chiave una causa legale ai danni di un uomo milanese che aveva mandato una foto hard di se stesso ad una ragazza minorenne e l’aveva minacciata di pubblicare tutto se non avesse fatto lo stesso. Dopo averle mandato le foto, la ragazza si è sentita male ed ha denunciato. Il tribunale però ha scelto di usare la linea pesante e ha condannato l’imputato per violenza sessuale. Il reato di “violenza sessuale”, infatti, “risultava pienamente integrato, pur in assenza di contatto fisico con la vittima”. Anche senza che ci sia stato quindi contatto fisico, il fatto che l’uomo abbia mandato le sue parti intime alla ragazza minorenne  è stato ritenuto sufficiente. Una sentenza che farà la storia.

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