Crema, aggiornamenti sul caso Beccalli: arriva la svolta nelle indagini

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Arrivano aggiornamenti rilevanti sul caso di Crema relativo alla scomparsa di Sabrina Beccalli. 

Lite carabiniere Napoli
Carabinieri (Foto: Getty)

Aggiornamenti sul caso di Crema, in Lombardia. Qui, una donna di 39 anni, Sabrina Beccalli, è scomparsa dallo scorso 15 agosto. L’auto di sua proprietà, una Fiat Panda, era stata ritrovata carbonizzata dalle forze dell’ordine in una frazione del cremasco. All’interno della vettura c’era anche un corpo carbonizzato, che all’inizio si pensava fosse un cane.

Le ricerche della donna dallo scorso 15 agosto proseguono senza sosta. La Procura di Crema sta effettuando tutte le indagini necessarie per ritrovare la donna di 39 anni scomparsa da sabato. La donna si chiama Sabrina Beccalli e, dopo una visita fatta ad amici è andata via lasciando a casa di questi suo figlio di 15 anni. Oggi però degli aggiornamenti rilevanti potrebbero chiudere il caso.

I resti trovati carbonizzati nella sua Fiat Panda, inizialmente collegati ai resti di un cane, non appartengono ad un animale bensì ad un umano. Secondo gli inquirenti si tratta di ciò che rimane di Sabrina Beccalli, la 39enne scomparsa a Crema lo scorso 15 agosto.

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Crema, aggiornamenti sul caso Beccalli: arriva la svolta nelle indagini

sabrina beccalli
Fonte: Facebook

La svolta nelle indagini sulla vicenda di Crema è arrivata al termine delle prime analisi eseguite all’Istituto di medicina legale di Milano, incaricato di eseguire la perizia su una trentina di piccole ossa e lembi di tessuto che sembrano appartenere alla donna. Nelle prossime ore verrà effettuato anche l’esame del Dna, per stabilire con certezza se Sabrina sia morta bruciata nella sua Fiat Panda.

Di Sabrina Beccalli si erano perse le tracce dal 15 agosto scorso, quando la sua auto era stata trovata bruciata dai carabinieri. Al suo interno gli inquirenti avevano trovato delle ossa di un cane, come avevano dichiarato due veterinari.

Ad nutrire dei sospetti l’avvocato Paolo Sperolini, che aveva illustrato il parere di un altro medico legale secondo il quale tra le ossa ritrovate ci sarebbe stata una clavicola dello scheletro umano.

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