Ospedale di Rivoli, reparto dedicato al medico morto di Covid

L’Ospedale di Rivoli ricorderà Davide Cordero, anestesista rianimatore morto a maggio perchè colpito dal Covid-19, dedicandogli un reparto

Davide Cordero, uno dei tanti medici morti per Coronavirus (Foto Facebok)

Davide Cordero è morto a 64 anni in piena emergenza Coronavirus. Uno dei tanti medici in prima linea contro il Covid-19, lui come rianimatore e anestesista, al Policlinico di Monza. E adesso un altro ospedale nel quale aveva lavorato, quello di Rivoli, ha deciso di intitolargli un reparto, proprio quello di Rianimazione.

Come spiegano dalla Asl 3, quella da cui dipende la struttura di Rivoli, il dottor Cordero è il simbolo dei moltissimi professionisti che si sono sacrificati  per il nbene degli altri dando la vita per svolgere fino in fondo il loro dovere. Così giovedì prossimo, 10 settembre, è in programma una cerimonia ufficiale con Luigi Icardi (assessore alla Sanità del Piemonte) e il sindaco Andrea Tragaioli oltre a Flavio Boraso, direttore generale dell’Asl To3. Ma soprattutto ci saranno i colleghi, quelli che fortemente hanno voluto questa intitol<azione per ricordarlo.

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Davide Cordero, una vita dedicata agli altri tra missioni con l’elisoccorso e spedizioni in Africa

Quella di Davide Cordero è stata una vita dedicata agli altri, non solo a parole. In passato era stato uno dei fondatori del 118 in Piemonte ma anche addestratore al servizio di elisoccorso negli anni ’90. Inoltre come vicepresidente della Ong “Rainbow for Africa” ha seguoro molte missioni in Paesi poveri, come il Ruanda. E con la Croce rossa aveva seguito missioni in Iraq durante la guerra del Golfo e faceva parte del Soccorso alpino.

L’ospedale di Rivoli (foto Facebook)

“Soccorrere chi è in pericolo e assistere chi è nel bisogno e nella malattia non è un mestiere… È un onore e un privilegio”, aveva scritto su Facebook. E lo faceva materialmente ogni giorno, tanto che qualche settimane prima di ammalarsi si era anche lamentato per la situaziuone vissuta dai medici in prima linea contro il Covid, esposti al copntagio senza nessuna difesa.