Pakistan, bloccate le app Tinder e Grindr: giudicate “immorali”

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Il Pakistan blocca Tinder, Grindr ed altre tre app di incontri. Il paese, per la maggioranza musulmano, ha giudicato le cinque applicazioni “immorali”.

Pakistan Tinder
Cinque app d’incontri bloccate nel paese pakistano (Getty Images)

Nella giornata di ieri il Pakistan ha bloccato ben cinque app d’incontri, tra cui Tinder e Grindr. Il paese, per la maggioranza musulmano ha deciso di bloccare anche altre tre applicazioni: Tagged, Skout e SayHi. Ad imporre il blocco ci ha pensato l’autorità delle telecomunicazioni del Pakistan, la PTA. Un blocco inaspettato per due delle app d’incontri più famose al mondo.

Infatti la maggioranza della popolazione pakistana è musulmana ed ha etichettato come “immorali” le cinque app d’incontri. Già nei giorni scorsi, la PTA aveva invaiato una richiesta di rimozione, dai vari store digitali, alle cinque applicazioni. Ma non solo, infatti la stessa autorità aveva chiesto alle cinque app di moderare specialmente i contenuti streaming, giudicati appunto immorali e indecenti.

Pakistan, Tinder e Grindr bloccate: i motivi del provvedimento

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I motivi del blocco delle cinque app (Getty Images)

Dopo le insistenti richieste di moderazione dei contenuti streaming, il Pakistan ha deciso di bloccare le cinque app tra cui Tinder e Grindr. Inoltre il Pakistan, a maggioranza musulmano, insieme all’Indonesia sono due paesi in cui omosessualità e relazioni extra coniugali sono illegali.

Le richeiste di moderazione arrivate dal Pakistan sono state ignorate dalle app, così la PTA ha deciso di rimuoverle dagli store digitali. La PTA, però, ha confermato che in futuro potrà essere presa in considerazione la rimozione del blocco. L’unica condizione imposta è che le cinque app in questione rispettino le leggi vigenti nel paese.

Già negli scorsi mesi il Pakistan aveva bloccato Bigo e Tik Tok per contenuti postati dagli utenti giudicati osceni e immorali. Lo scorso Giugno, invece, le autorità avevano bloccato il gioco PUBG (PlayerUnknown’s Battle Ground). Le cause di questo blocco furono ben diverse, infatti la PTA sosteneva che il gioco creasse dipendenza ed avesse effetti negativi sulla salute psicofisica dei bambini.

L.P.

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