Onde gravitazionali, scoperta la più grande massa di buchi neri mai visti

Il professor Helios Vacca ha commentato la possibilità di utilizzare i rilevatori di onde gravitazionali per lo studio dei terremoti: fondamentale anche la scoperta di massicci buchi neri

Il professore Helios Vacca, coordinatore dell’equipe parigina dell’esperimento Virgo, ha parlato della possibilità di utilizzare i rivelatori di onde gravitazionale anche per i terremoti. “Siamo al lavoro con altri colleghi di diversi paesi europei e giapponesi per la creazione di un laboratorio internazionale a Perugia per sfruttare le ricadute tecnologiche dei rivelatori di onde gravitazionali in altri settori come quello del rischio sismico”.

L’esperimento Virgo è composto da ricercatori e scienziati del del Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università degli Studi di Perugia e della Sezione di Perugia dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che collaborano insieme ad esperti di altri paesi.

“Ci muoviamo per valutare l’utilizzo della tecnologia delle sospensioni degli specchi degli interferometri nel settore dei terremoti e della geofisica. Il sisma è generato da una massa che si muove e provoca l’onda sismica che si può valutare e rivelare pochi secondi prima dell’arrivo del terremoto”.

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Onde gravitazionali, la massa di buchi neri 142 più grande del Sole

Helios Vacca ha anche commentato la scoperta di inattese popolazioni di buchi neri svelate dagli osservatori di onde gravitazionali Virgo e Ligo. La massa intermedia è pari a 142 volte quella del Sole ed è nata dalla fusione di due buchi neri con massa di 66 ed 85 masse solari. Questa scoperta è stata considerata come l’anello mancante nell’evoluzione del cosmo che a lungo è sfuggita agli astronomi. La scoperta è stata pubblicata su Physical Review Letters e Astrophysical Journal Letters. 

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