Citrobacter, la Commissione Ispettiva accusa l’Ospedale di Verona

La relazione presentata dalla Commissione Ispettiva sul Citrobacter, accusa l’Ospedale di Verona di aver gravemente sottostimato il pericolo infettivo. 

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La relazione redatta dalla Commissione Ispettiva della Regione Veneta contiene delle accuse durissime verso l’Ospedale di Verona. Nel documento di legge infatti che la struttura sanitaria non avrebbe informato la Regione e il Ministero dell’infezione da Citrobacter. L’ospedale avrebbe dunque colpevolmente sottostimato il pericolo. Viene inoltre avanzato il duplice sospetto che l’unità di crisi si sarebbe attivata con notevole ritardo, e che non tutte le norme igieniche siano state rispettate. Nella relazione si legge che “queste osservazioni suggeriscono che il reparto si sia trovato di fronte ad una contaminazione a partenza ambientale che ha portato ad una diffusione del patogeno, con comparsa di infezioni invasive, con una iniziale sottostima e con il riconoscimento tardivo del problema da parte dei medici della Terapia Intensiva Neonatale con conseguente scarso coinvolgimento del Comitato Infezioni Ospedaliere almeno fino al 1° trimestre del 2020”. 

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Citrobacter, la Commissione afferma che i protocolli di terapia non erano aggiornati

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Viene anche rilevato che “la mancanza di una coerente visione multidisciplinare clinica ed epidemiologica del problema è indirettamente testimoniata, dalla valutazione dei protocolli di terapia forniti. L’ultima versione degli stessi si riferisce al 2017… Analizzando tale documento, molto generico, si coglie al suo interno una sostanziale carenza di cultura infettivologica e di conseguenza di programmi di antimicrobial stewardship. Tale carenza è correlata verosimilmente all’assenza di una attività consulenziale strutturata e consolidata di tali specialisti all’interno della unità operativa. Ciò potrebbe avere avuto un ruolo non indifferente nella iniziale sottostima dell’evento epidemico che si andava sviluppando”.

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