Bologna, scoperta una “villa dell’inferno”: festini con cocaina e minorenni

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Bologna, scoperta una “villa dell’inferno”: festini con cocaina e minorenni. E’ stata accertato anche il coinvolgimento di Luca Cavazza, ex candidato della Lega

Carabinieri
Bologna, scoperta “villa dell’inferno”: festini a base di minorenni e cocaina (Foto: Pixabay)

A Bologna nelle ultime ore è stata scoperta una vera e propria “villa dell’inferno“, dove venivano organizzati festini a base di sesso e cocaina. Erano coinvolte minorenni, vittime dello sfruttamento della prostituzione. Le accuse gravissime hanno coinvolto anche Luca Cavazza, ex candidato della Lega alle ultime elezioni regionali.

Insieme a lui sono indagati anche cinque professionisti, con l’accusa di induzione e sfruttamento della prostituzione minorile, atti sessuali con minore, cessione di cocaina aggravata dalla minore età della vittima.

Per ora l’unico finito in carcere è Davide Bacci, imprenditore di 48 anni, che aveva organizzato insieme agli altri festini con almeno due minorenni da ottobre 2019 fino alla primavera di quest’anno.

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Bologna, scoperta una “villa dell’inferno”: festini a base di cocaina e minorenni

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Bologna, scoperta una “villa dell’inferno”: festini con cocaina e minorenni (Foto: Getty)

Tra gli interessati era definita “Villa Inferno” ed è stata scoperta grazie alla denuncia della mamma di una delle 17enne coinvolte. Fabrizio Cresi, anche lui imprenditore, è finito agli arresti domiciliari. Per altre tre persone è stato comminato invece l’obbligo di firma, compreso anche un avvocato di 45 anni.

La suddetta madre ha scoperto l’orrenda pratica trovando sul telefonino della figlia dei video hard in cui venivano riprese scene di sesso della minore con diversi uomini. La donna ha denunciato tutto ai carabinieri di Bologna. Il pm Stefano Dambruoso, ha acquisito tutti i filmati e ha convocato la ragazza per confermare la versione. Gli atti sessuali con uomini molto più grandi di lei venivano “pagati” attraverso la cessione di cocaina.

Gli operatori dell’Arma sono risaliti anche ad un’altra ragazza coinvolta, all’epoca sempre minorenne, che ha confermato la versione dei fatti.

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