Terrapiattisti a Ustica, la fine del mondo non era in Sicilia

Due terrapiattisti veneti in pieno lockdown volevano arrivare a Lampedusa per dimostrare le loro tesi. Sono finiti a Ustica, stremati e sconfessati

Naifragio Lampedusa
Lampedusa era il punto d’arrivi dei due terrapiattsti (Getty Images

A furia di negare che la terra è rotonda succede anche di perdersi. Come è capitato a due terrapiattisti veneti in piena emenrgenza lockdown, situazione che evidentemente ha accentuato le loro paure. Sono partiti in barca da Venezia, per eludere tutti i controlli, e volevano arrivare fino a Lampedusa. Lì pensavano, secondo i loro ragionamenti, che avrebbero trovato il confine della terra.

I calcoli però evidentemente non li avevano fatti bene e così sono finiti in un’altra parte della Sicilia. Infatti sono stati fermati dalla Guardia Costiera, ma ad Ustica e da lì è cominciato per loro un periodo nero ma anche surreale. Una vicenda che emerge solo oggi, raccontata al quotidiano ‘La Stampa’ dal dottor Salvatore Zichichi, medico dell’ufficio di sanità marittima del Ministero della Salute. Lui di solito si occupa di migranti, ma ha dovuto prestare sccorso anche a quei due spaesato navigatori.

Pianeta Terra (via Pixabay)

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I due terrapiattisti hanno sbagliato tutto, le loro tesi dovranno essere riviste

Secondo il racconto del dottore, al centro del tragicomico viaggio ci sono un uomo e una donna di mezza età. Volevano dimostrare la teoria della terra piatta e così si sono messi in viaggio,  via terra e poi via mare. Arrivati a Termini Imerese hanno venduto la loro macchinaper comprare una piccola barca e raggiungere Lampedusa.

Avrebbero dovuto circumnavigare la Sicilia, si sono persi, con risvolti paradossali: “Si orientavano con la bussola, strumento che funziona sulla base del magnetismo terrestre. Principio che loro, in quanto terrapiattisti, dovrebbero rifiutare”. Alla fine sono arrivati ad Ustica, di fronte a Palermo, sfiniti.

Venezia
Venezia (pixabay)

Lì sono stati fermati e messi in quarantena a Palermo a scopo precauzionale a bordo della loro imbarcazione. Ma hanno anche tentato la fuga, subito ripresi dalla Capitaneria di porto. Poi hanno tentato di nuovo di fuggire, finendo in casa di un pazzo che diceva di essere positivo al Covid e invece non lo era. In ultimo, hanno riopreso la stdada per il Veneto e lì’, forse, somno tuttora.