Combattere la malaria, uno studio rivela: il segreto nelle cellule delle zanzare

Alcuni ricercatori hanno scoperto nuovi tipi di cellule immunitarie nelle zanzare. Tra queste cellule c’è un tipo che potrebbe aiutare a limitare proprio l’infezione della malaria. 

Coronavirus zanzara

Gli studiosi del Wellcome Sanger Institute, dell’Università di Umeå e dello statunitense Nih (National Institutes of Health), attraverso uno studio hanno capito come gli insetti riescano a combattere alcune infezioni come la malaria.

Grazie a una tecnica particolare, i ricercatori hanno analizzato oltre 8.500 cellule immunitarie ottenendo il seguente risultato. Un raro tipo di cellula immunitaria potrebbe limitare l’infezione della malaria e potrebbe essere il segreto dell’insetto, in questo caso della zanzara, utile per bloccarne la diffusione.

Questo studio è stato pubblicato sulla rivista Science, con il primo atlante delle cellule immunitarie delle zanzare. L’intenzione degli studiosi era quella di capire in che modo gli insetti riuscissero a trasmettere e a combattere questo tipo di infezioni.

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Combattere la malaria, uno studio rivela: il segreto nelle cellule delle zanzare

Zanzara Febbre Gialla
Zanzara (via Pixabay)

I ricercatori del Wellcome Sanger Institute, dell’Università di Umeå e dello statunitense Nih hanno hanno analizzato più di 8.500 cellule immunitarie delle zanzare. Lo studio è stato condotto per vedere quali geni vengono attivati in ciascuna cellula.

In un precedente studio, gli stessi ricercatori avevano dimostrato che un processo di innesco immunitario potrebbe limitare la trasmissione della malaria all’uomo. La modifica della risposta immunitaria potrebbe portare a interrompere la catena di trasmissione della malattia.

Come ha affermato Gianmarco Raddi, autore della rivista Science, lo studio che e stato condotto sulla prima indagine è servito a trovare alcuni “tipi di cellule immunitarie e stati cellulari che non erano mai state viste prima”.

Successivamente, sempre lo studioso prosegue dicendo di aver “esaminato le zanzare che erano state infettate dal parassita Plasmodium e per la prima volta siamo stati in grado di studiare la loro risposta immunitaria in dettaglio molecolare e identificare quali cellule e percorsi erano coinvolti”.

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