India, Ministro degli Esteri accusa Cina di aver violato accordo sui confini

Il Ministro degli Esteri dell’India, ha accusato la Cina di aver svolto delle azioni militari al confine tra le due nazioni, violando l’intesa stipulata tra i due stati. 

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Il Ministro della Difesa indiano ha accusato la Cina di aver violato l’intesa raggiunta tra le due nazioni riguardo il blocco di qualsiasi tipo di attività o esercitazione militare in una regione desertica al confine tra le due nazioni. Si tratta dell’area che comprende il lago ghiacciato di Ladakh, che oltretutto è una zona strategica per lo sviluppo del progetto della Nuova Via della Seta.  In quella zona, il Ministro ha infatti riferito che l’Esercito di Liberazione Cinese avrebbe effettuato, nella giornata di sabato, delle esercitazioni militari di carattere provocatorio. In ragione di questo, il governo indiano ha diramato un comunicato ufficiale in cui afferma che, nonostante il loro impegno al dialogo e alla pace non è discussione, faranno di tutto per proteggere l’integrità territoriale dello Stato da eventuali mosse considerate bellicose. Il Governo di Pechino non ha al momento rilasciato alcune dichiarazione ufficiale per rispondere alle accuse lanciate dall’India.

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Cina, arrestata giornalista australiana

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Nella giornata di oggi, Cheng Lei, nota giornalista australiana che lavora nella tv di stato cinese, è stata arrestata a Pechino. A confermare la notizia è stata l’emittente ABC. La donna, che risultava irrintracciabile da alcune settimane, era invece sotto la custodia delle autorità cinesi. La Ministra degli Esteri australiani ha dichiarato che che la scorsa settimana alla giornalista è stato concesso di parlare mediante videoconferenza. Significativo inoltre, che Cgtn, la tv per la quale lavorava da oltre otto anni, abbia rimosso la sua pagina di presentazione dal sito. Sembra inoltre che il governo di Pechino non abbia al momento formalizzato alcuna accusa nei suoi confronti, e la sua custodia sia stata definita come una sorveglianza residenziale in un luogo designato”. Si tratta di una misura detentiva che permette alle autorità cinesi di interrogare un sospetto con la possibilità di poterla trattenere in un luogo sicuro fino a un massimo di sei mesi.

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