Scuola, le norme per la riapertura in sicurezza: i dettagli

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Si avvicina la riapertura della scuola: le autorità stanno lavorando in maniera costante per garantire le norme per una ripartenza in totale sicurezza.

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Coronavirus, si valuta il rientro a scuola in sicurezza (Foto: Getty)

Gran parte delle regioni riaprirà i cancelli scolastici il 14 settembre. Come riporta Tgcom24, i primi a rientrare in classe, però, saranno gli studenti di Bolzano, che rimetteranno piede a scuola già dal 7 settembre. Ci sono poi delle eccezioni, Puglia, Sardegna e Calabria, che hanno fatto richiesta di riaprire direttamente dopo le elezioni del 20 e 21 settembre. Ad ogni modo, la riapertura è vicinia e il governo, insieme al Comitato tecnico scientifico, sta valutando tutte le norme per una ripartenza in sicurezza.

In primis, il discorso legato alle mascherine. Da quanto si apprende, nelle classi, non è previsto l’obbligo di mascherina per i bambini dai 0 ai 6 anni. Alle elementari, si dovrebbe poter tenere abbassata. Le decisioni del cts, arriveranno comunque il 31 agosto e chiariranno al meglio la situazione.

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Rientro a scuola: tutte le norme per farlo in sicurezza

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Banchi scolastici (Pixabay)

Arrivano le decisioni anche per quanto riguarda gli orari di entrata e uscita. Come riporta Tgcom24, le primarie e le secondarie di Primo Grado (medie) inizieranno tra le 7,45 e le 9. A seguire, poi, entreranno le secondarie di Secondo Grado, comunemente chiamate superiori. C’è anche l’ipotesi di una suddivisione dei turni, da parte dei presidi, per favorire il distanziamento. Ma questo è ancora da valutare. Si tratterebbe, in caso, di doppia turnazione caratterizzata da mattina e pomeriggio.

Per quanto riguarda la mensa: sono previste monoporzioni, con l’utilizzo di posate “usa e getta”. Altra ipotesi è quella del pranzo al sacco, da consumare al banco.

Si valuta con molta attenzione anche il discorso relativo alla didattica a distanza, al momento prevista solo per le superiori.

La misurazione della febbre, da quanto si apprende, è un tema ancora da chiarire. Il Comitato tecnico scientifico sostiene che andrebbe misurata a casa, ma alcuni Comuni, come Milano, Roma e Bologna, hanno già dotato le scuole di termoscanner.

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F.A.

 

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