Scuola, molti professori dubbiosi sul rientro: la situazione

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Scuola, molti professori dubbiosi sul rientro: la situazione a poco più di due settimane dal ritorno in aula. A spaventare solo le misure sanitarie difficili da rispettare

Ritorno a scuola
Scuola, molti professori dubbiosi sul rientro: la situazione (Foto: Getty)

La scuola riapre i battenti. Secondo l’intento del ministero dell’istruzione tra il 7 e il 24 settembre, in base alle varie scelte regionali, tutti gli istituti italiani dovrebbero tornare operativi in aula. Lucia Azzolina ha predisposto un piano per far rispettare le misure di sicurezza all’interno delle strutture e limitare al minimo i rischi di contagio. Banchi singoli, distanziamento, misurazione della temperatura, collaborazione delle famiglie e igienizzazione costante. Questo a grosse linee quello che stabilisce il Governo per la ripresa dell’attività didattica. C’è però un altro aspetto che finora non è stato considerato, ovvero la posizione dei professori. Molti di loro non vede di buon occhio ricominciare a lavorare in queste condizioni, specie per il rischio legato alla propria salute. Molti di loro ha più di 55 anni (300.000 sui 730.000 totali di ruolo) e una buona parte soffre di qualche patologia, tanto da poter essere considerata come “categoria di lavoratori fragili“. Per essi dovrebbe essere vietato venire incontro a qualsiasi rischio di infezione, tanto da stabilire una loro esclusione dall’attività in aula.

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Scuola, molti professori dubbiosi sul rientro: la situazione nelle varie regioni

Dubbi professori scuola
Scuola, molti professori dubbiosi sul rientro: la situazione (Foto: Getty)

In particolar modo la protesta da parte degli insegnanti si è concentrata soprattutto in tre regioni specifiche: Veneto, Liguria e Campania. Molti di loro ha inviato lettere ai rispettivi dirigenti scolastici per chiedere di restare a casa. Non si fidano delle norme anti-Covid da adottare e ritengono non sicuro il proprio lavoro. Questo va ad aggiungersi alla situazione vacante di altre 85.000 cattedre, con l’organico dell’istruzione aumentato ma ancora non completo.

Con il discorso legato alla formazione a distanza rinviato al mittente, per non gravare sull’organizzazione delle famiglie, il Governo dovrà trovare velocemente una soluzione.

I ragazzi non possono rimanere da soli in aula e occorre suddividere le classi in quote non troppo abbondanti.

In mattinata si è espresso anche il ministero dell’Istruzione attraverso una nota.

Sono in corso specifici approfondimenti e interlocuzioni che coinvolgono anche le altre amministrazioni competenti in materia. Intendiamo fornire alle scuole, in tempi rapidi, un quadro ancora più chiaro. Inutile creare facili allarmismi visto che al momento non risultano situazioni di criticità“.

Vedremo se nel giro di un paio di settimane tutto si appianerà. Di tempo ormai ne è rimasto poco.

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