Rientro a scuola: scatta l’allarme tra i lavoratori fragili

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Il ritorno tra i banchi scolastici si avvicina, ma gli alunni potrebbero ritrovarsi senza insegnanti. Sono diverse le opzioni avanzate dai segretari dei Sindacati, ma i lavoratori fragili rischiano di essere messi in aspettativa

Le nuove regole a scuola (Pixabay)

Finita l’estate si torna a scuola. Il rientro nelle strutture scolastiche è un tema bollente e in questi giorni è diventato vittima di una tempesta di critiche. Ma non solo, tra le scuole di alcune regioni italiane è scattato l’allarme per la mancanza di collaboratori scolastici.

In seguito all’innalzamento della curva rei contagi, sono molti gli insegnanti e collaboratori scolastici che hanno deciso di rientrare al Sud. In Veneto, Liguria e Campania scatta l’allarme perché i presidi potrebbero trovarsi senza collaboratori scolastici e gli alunni senza prof.

Per il nuovo anno scolastico era prevista l’assunzione di 85 mila insegnanti, ma la verità è un’altra. Il coronavirus porta con sé anche un’altra emergenza, quella rivolta ai lavoratori fragili. Per legge in questa definizione chi è affetto da più patologie contemporaneamente. Ai lavoratori fragili vanno ad aggiungersi coloro che hanno più di 55 anni (nel 2019 su 730 mila insegnanti di ruolo, quelli con più di 54 anni erano oltre 300 mila). Il rischio di contagio tra questi potrebbe portare a un triste epilogo e dunque, gli alunni potrebbero iniziare l’anno scolastico “senza prof”.

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Come comportarsi con i lavoratori fragili

Italia Nonostante le precauzioni, scuole a rischio (Getty Images)

Sono numerose le lettere ricevute da Carmela Palumbo, direttrice dell’Ufficio scolastico del Veneto. Nelle lettere i docenti chiedono di poter essere esonerati dal servizio.

Stessa situazione a Salerno dove le richieste pervenute presso gli uffici sono già una trentina. I dirigenti non sanno come comportarsi: i lavoratori fragili vanno messi in malattia dichiarati parzialmente o totalmente inidonei e spostati ad altro servizio?

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Smart working o ritorno a scuola

Zoom vola
Si evolve il mondo del lavoro e della scuola con l’app (via WebSource)

Il ricorso allo smart working, come scrive il Corriere della Sera, appare impraticabile. Come si può pensare di fare lezione con gli studenti in classe e gli insegnanti collegati da casa?

La condizione di salute dei funzionari scolastici va tutelata, ma in che modo si chiede la segretaria della Cisl Scuola Maddalena Gissi. “Un professore di italiano e filosofia del liceo che ha un tumore si potrebbe pensare di farlo lavorare solo per piccoli gruppi, raddoppiando la distanza fra la cattedra e i banchi, oppure dirottarlo sulla programmazione della didattica a distanza”. Questa una delle ipotesi avanzata dalla segretaria della Cisl.

A scontrarsi con l’idea della Gissi è Pino Turi della Uil che vede come unica pista percorribile quella di “tenere i lavoratori fragili a casa mettendoli in aspettativa”.

Il Miur si è limitato a diramare un comunicato in cui spiega che “sono in corso specifici approfondimenti”, e che nel frattempo invita “ad evitare allarmismi”.

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