Terremoto ad Amatrice, Mattarella: “Ricostruzione ancora incompiuta”

Terremoto ad Amatrice, messaggio del presidente Sergio Mattarella a quattro anni dalla tragedia. Malgrado i proclami e le promesse politiche, la situazione resta ancora incompleta. 

Mattarella Steven Babbi Siropack
Il Presidente Mattarella insieme a Steven e ai dirigenti della Siropack (Facebook)

Amatrice, a quattro anni dal terribile terremoto che ha devastato l’intera località, resta ancora incompleta. A evidenziarlo nel giorno del triste anniversario è direttamente Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, in un messaggio invito al popolo colpito dall’indelebile tragedia.

“Nonostante i tanti sforzi impegnativi di questi anni, l’opera di ricostruzione dei paesi distrutti – da quel sisma e da quelli che vi hanno fatto seguito poco dopo – è incompiuta e procede con fatica tra difficoltà tecniche e burocratiche”, evidenzia a malincuore il leader politico.

Terremoto ad Amatrice, il messaggio di Mattarella a 4 anni dalla tragedia

Una situazione non tollerabile e per la quale bisogna fa fronte il prima possibile: “Nello spirito della solidarietà la Repubblica, in tutte le istituzioni, territoriali e di settore, deve considerare prioritario il destino dei cittadini più sfortunati colpiti da calamità naturali recuperando determinazione ed efficienza”.

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Sull’argomento è intervenuta anche Mariastella Gelmini, ex ministro dell’istruzione e attuale capogruppo di Forza Italia alla Camera, in un post via Facebook: “Sono passati 4 anni dal terremoto nel Centro Italia. Molte macerie non sono state rimosse, i cantieri non riescono a partire, le imprese non ce la fanno più, tanti gli sfollati con famiglie e anziani costretti a vivere ancora nelle casette, la rabbia ma anche la forza di sindaci e amministratori locali”. 

Una situazione intollerabile considerando gli anni trascorsi, le migliaia di famiglie ancora in una situazione disperata e le tante promette politiche dopo il dramma: “Sono stata a Norcia e Arquata del Tronto un anno fa – continua la Gelmini -, ad oggi poco o nulla è cambiato. Parlare ancora di “emergenza” è vergognoso. Il governo si dia una mossa per velocizzare le procedure e ridare speranza a una terra bella, ma fragile”. 

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