Coronavirus e Movida, giovani contro restrizioni: “Non siamo criminali”

0
2

E’ polemica per la chiusura delle discoteche a causa del Coronavirus, con la movida limitata dalle restrizioni. I giovani gridano: “Non siamo criminali”.

Coronavirus Movida
La protesta dei giovani contro la chiusura delle discoteche (Pixabay)

Il Coronavirus è tornato un incubo per la nostra penisola, con il boom di nuovi contagi arrivato proprio nella giornata di ieri, con oltre mille nuovi positivi. Una situazione che ha gettato nello sconforto tutte le autorità sanitarie, ma soprattutto ce ha imposto nuove restrizioni causate proprio dal Coronavirus e che hanno colpito nuovamente il mondo della movida.

Infatti, per limitare un nuovo aumento dei contagi, il Governo ha imposto una nuova chiusura delle discoteche, visti i tanti contagi nella giovane popolazione italiana. Una decisione di cattivo gusto per i giovani, che non ci stanno e decidono di protestare al grido di: “Non siamo criminali“. La restrizione imposta dal Governo, forse, ha colpito più gli assidui frequentatori di discoteche e locali notturni, che gli stessi proprietari. Infatti nella giornata di ieri è circolata una lettera sul sito di Nicola Porro, giornalista e volto noto di Rete 4. Andiamo a vedere cosa c’è scritto nella lettera di un giovane inviata al giornalista di Mediaset.

Coronavirus e Movida, la lettera di un giovane a Nicola Porro

Coronavirus movida
La protesta dei giovani contro la chiusura delle discoteche (Foto: Getty)

Nella giornata di ieri una lettera di un giovane 21enne di Reggio Calabria è circolata sul sito del giornalista Mediaset, Nicola Porro. Nel contenuto della lettera, il 21enne amareggiato per la chiusura dei locali notturni ha affermato di essere stanco di essere definito un “untore“, solamente per una serata in discoteca con amici o per approcciare una ragazza.

Ma non solo, il giovane afferma anche che dopo essere stato privato della libertà di divertirsi in discoteca, adesso è partita anche la “caccia alle streghe“, andando a cercare tutti coloro “colpevoli” di aver trascorso una serata in discoteca. Il giovane lancia poi una provocazione affermando: “Abbiamo ballato senza mascherina. Chissà in quale girone dell’Inferno finiremo“.

Il 21enne di Reggio Calabria ha poi lanciato un’accusa alla stampa italiana, colpevole di aver rivolto termini non proprio gentili a tutti i giovani italiani. Inoltre per il ragazzo, i giornali non fanno altro che alimentare la paura, con la cosiddetta “caccia agli untori”. Cresce così la rabbia anche tra i giovani ragazzi, che nonostante l’emergenza sanitaria, hanno voglia di passare questi ultimi giorni d’estate divertendosi, magari passando qualche ora a ballare in discoteca.

L.P.

Per altre notizie di Cronaca, CLICCA QUI !

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui