Covid-19, parla un medico: “Casi in aumento? La realtà è tutt’altra se analizziamo i numeri”

Covid-19, parla un medico: “Casi in aumento? La realtà è tutt’altra se analizziamo i numeri”. La nuova ondata di contagi non sarebbe così preoccupante come dipinto dai media

Covid-19 malati
Covid-19, parla un medico: “Casi in aumento? La realtà è tutt’altra” (Foto: Getty)

La nuova ondata di Covid-19 in Italia e nel mondo continua a far discutere. I casi sono in aumento anche nel nostro paese, dopo aver coinvolto tutto il resto d’Europa. Le vacanze, gli spostamenti per i viaggi e gli assembramenti per la movida sono tornati a destare preoccupazione. Ormai a livello mediatico non si fa che parlare d’altro e secondo qualcuno questa cosa non sarebbe corretta.

E’ di questo avviso anche Alberto Zangrillo, professore all’Ospedale San Raffaele di Milano, e tra i personaggi più in vista negli ultimi mesi per il tema Covid. Secondo il medico personale di Silvio Berlusconi i nuovi contagiati non possono essere identificati con dei nuovi malati. “Contrarre il virus oggi non vuol dire avere per forza dei sintomi. Non ha alcun significato dal punto di vista clinico-sanitario, visto che fortunatamente la carica virale è in calo”. Un’idea condivisa anche da molti medici, tra cui Marco Casadei, restio ad accettare l’allarmismo che si respira in giro, incentivato da un certo modo di fare comunicazione.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Covid-19, allarme in spiaggia: evacuazione d’emergenza

Covid-19, parla un medico: “Casi in aumento? I numeri ci dicono tutt’altro”

Covid-19
Covid-19, parla un medico: “Casi in aumento? La realtà è tutt’altra se analizziamo i numeri” (Foto: Getty)

Il dottor Casadei, attraverso un lungo post su Facebook, confida i suoi dubbi relativi alla nuova ondata di coronavirus.

Ci stanno prendendo in giro o sanno quello che dicono?

Tutti i telegiornali e la stampa stanno gridando e diffondendo terrore alla luce del presunto aumento dei casi. I positivi non stanno aumentando ma si sono stabilizzati da un punto di vista microbiologico e sono nettamente migliorati da un punto di vista clinico. Questa evidenza inoltre è decisamente dipendente dal numero di tamponi che vengono processati giornalmente“.

Poi, entrando nello specifico dei numeri aggiunge:Il giorno 3 maggio, data in cui l’isolamento nazionale è stato parzialmente sbloccato, avevamo 1389 nuovi contagi al giorno con un rapporto tra tamponi effettuati e contagiati pari al 3,09%.
Ieri (21 agosto, ndr) venivano registrati 947 nuovi casi che, percentualmente rispetto ai tamponi eseguiti, corrispondevano all’1,32% (in realtà, al netto di deceduti e guariti, come prime diagnosi vere erano poco più di 650…664 per essere esatti).
Di fronte a questi dati l’allarmismo che propinano molti miei colleghi a piene mani francamente non si riesce a comprendere.
Allarmismo che cala ancora di più se guardiamo i dati dei ricoveri e delle terapie intensive.
Il 3 maggio registravamo 17.242 ricoveri con 1501 persone in terapia intensiva. Sempre ieri 21 agosto registravamo 919 ricoveri ospedalieri nuovi e 69 di questi occupavano le terapie intensive“.

Tutta una serie di evidenze matematiche che indicherebbero una situazione tutt’altro che allarmante o perlomeno in linea con quanto preventivabile.

La carica virale

Inoltre da non dimenticare l’importanza della carica virale del SarsCov2, in netto calo rispetto al passato.

Vorrei inoltre comprendere l’annoso problema ma importantissimo relativo alle cariche virali dei tamponi processati – sottolinea il medico -. Questo dato che indica la quantità di virus presente in una persona è un dato molto importante in quanto correla spesso ed in misura significativa con la severità clinica del quadro espresso dal paziente. Come mai solo adesso si è iniziato a misurare questo dato? Come mai inoltre sempre il Ministero della salute non ha esortato tutti gli assessorati regionali ad effettuare le autopsie sui cadaveri per meglio comprendere le cause dei decessi?

Una serie di interrogativi che continuano ad alimentare le polemiche sul modo di raccontare la pandemia da parte di media e istituzioni.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Coronavirus scuola, le linee guide dell’ISS per ripartire