Furbetti bonus, vice presidente Inps: “Non farei i nomi”

Furbetti bonus, parla direttamente la vice presidente dell’Inps. Marialuisa Gnecchi eviterebbe la gogna mediatica e muove piuttosto una critica nei confronti del Governo e del mancato ordine nei sussidi. 

Cassa integrazione
 (Getty Images)

Furbetti dei bonus, continua la polemica mentre più politici nel frattempo continuano ad uscire allo scoperto. Sulla questione, quest’oggi, si è pronunciata direttamente Marialuisa Gnecchi, vice presidente dell’Inps ed ex parlamentare del Pd.

C’è una domanda che interessa soprattutto l’opinione pubblica: i nomi dei colpevoli saranno rivelati o no? “Credo che a pronunciarsi debba essere il Garante della privacy. Ma se la legge prevede che la prestazione va erogata, come in questo caso, l’Inps non può fare altro che procedere. Non sta all’istituto decidere se darla oppure no”, replica la dirigente.

Parlamentari furbetti

Furbetti bonus, parla il vice presidente Inps

Ma nel frattempo scoppia l’indignazione in Italia. Perché mentre tante famiglia italiane hanno sofferto durante e dopo il lockdown, politici da stipendi super hanno anche usufruito dei famosi 600€: “Ecco, è un problema di etica e responsabilità individuale. Quelle domande sono eticamente discutibili, ma in caso devono essere i diretti interessati a farsi avanti”.

Potrebbe interessarti anche —-> Renzi: “Basta rinvii, non si governa cercando il consenso”

La vice presidente, tuttavia, non è favorevole a una gogna pubblica malgrado l’atto vergognoso: “Io i nomi non li so e se li sapessi non li direi. Ma spero che questo caso serva a far riflettere su come sono stati costruiti questi bonus e soprattutto sulle correzioni possibili. Siamo ancora in tempo per fare un’operazione di giustizia”.

Secondo la Gnecchi, infatti, a causa dell’impellenza del momento, non c’è stato ordine ed equità nell’assegnazione dei sussidi: “Con il primo decreto, quello di marzo, l’intenzione del governo poi confermata dal Parlamento è stata quella di aiutare tutti e subito. Ma per fare in fretta non c’è stata nessuna selettività”.

C’è anche spazio per un esempio chiaro. Immaginando quattro negozi – spiega la vice presidente – sicuramente le attività alimentari hanno avuto una situazione differente rispetto a parrucchieri e abbigliamento chiusi per Dpcm. Tuttavia, nonostante ciò, entrambi hanno potuto godere del bonus pur provenendo da sua situazioni  totalmente differenti.

Leggi anche —-> Giletti: “Vivrò sotto scorta perché lasciato solo”