Coronavirus, calo del turismo in Italia: 8 milioni di stranieri in meno

Coronavirus, calo del turismo in Italia: 8 milioni di stranieri in meno durante questa estate 2020. Ad essere maggiormente colpite sono le città d’arte

Turisti stranieri in calo
Coronavirus, calo del turismo in Italia: 8 milioni di stranieri in meno (Foto: Getty)

L’estate 2020 sta arrivando al suo picco di Ferragosto e i numeri del turismo in Italia cominciano a far riflettere. Dopo il lockdown e i mesi più duri della pandemia di coronavirus si temeva che addirittura non ci sarebbe nemmeno stata una parentesi dedicata alle vacanze e invece tutto sommato qualcosa si è mosso. Ovviamente le limitazioni negli spostamenti internazionali hanno portato i cittadini di tutto il mondo a godersi le proprie bellezze locali. In questo gli italiani sono particolarmente fortunati, visto il ben di Dio di cui possono godere, tra mare, montagna e città d’arte. C’è veramente l’imbarazzo della scelta per riscoprire le bellezze del Paese più affascinante del mondo. Una nomea creata non a caso nel corso degli anni e premiata dal giudizio degli stranieri, sempre numerosi nell’accorrere con la bella stagione. Quest’anno però, con i vari restringimenti, sono circa 8 milioni i viaggiatori in meno provenienti dall’estero. L’analisi della Coldiretti, basata sui dati di Bankitalia, fotografa una realtà fortemente ridimensionata che graverà sui conti delle nostre aziende del settore terziario.

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Coronavirus, calo del turismo in Italia: – 8 milioni di turisti dall’estero

calo turismo Italia
Coronavirus, calo del turismo in Italia: 8 milioni di stranieri in meno (Foto: Getty)

A pagare maggiormente lo scotto sono le città d’arte, solitamente prese d’assalto in questo periodo. Secondo quanto riportato dalla Coldiretti il settore alimentare è il il più penalizzato. Solitamente i turisti spendono la maggior parete del budget per gustare le bontà della nostra cucina, sia all’interno dei ristoranti, sia nei negozi per comprare dei prodotti da mettere in valigia. Un calo dell’export indotto dal turismo che sfiora l’80%.

Tutto questo si riflette dal punto di vista occupazionale del settore turistico, fiaccato dalle assenze e costretto a numerosi tagli. La cassa integrazione e i piani del governo hanno parzialmente attenuato il quadro ma molti operatori continuano a preferire la mancata apertura per limitare i danni.

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