Beirut, si continuano a cercare dispersi nella zona del porto

A Beirut, dopo la terribile esplosione avvenuta nella giornata di martedì, il governo sta ancora cercando di rintracciare i dispersi nella speranza di ritrovarli ancora vivi.

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Jean Nohra, responsabile dell’esercito libanese per le operazioni di soccorso, ha dichiarato all’Ansa che la ricerca di superstiti dopo la devastante esplosione avvenuta martedì nella zona del porto di Beirut è ancora in corso. Anche perché risultano ancora ufficialmente dieci dispersi. Il Ministro della Sanità libico ha invece dichiarato che al momento il numero complessivo dei dispersi in tutte le aree colpite dall’esplosione è di sessanta persone. Intanto, alcuni fonti dei servizi segreti americani hanno avanzato un’ipotesi ben precisa sulla cause di questa deflagrazione destinata a rimanere nella storia. L’intelligence Usa afferma che si sia trattato di un vero e proprio attentato terroristico messo in atto da un commando organizzato. Il gruppo oltretutto si sarebbe avvalso della collaborazione di alcuni operatori del porto. 

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Esplosione a Beirut, l’ipotesi dell’intelligence Usa

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Per innescare l’esplosione il commando si sarebbe servito di venticinque detonatori al fosforo bianco. Gli stessi servizi segreti Usa riferiscono però che il gruppo non fosse a conoscenza del fatto che dentro uno dei depositi fossero custodito quel quantitativo di nitrato di ammonio. Non era dunque nell’intenzione dei terroristi provocare una deflagrazione di questa portata. Per quanto riguarda lo scopo politico di questo attentato, l’intelligence americana sostiene che si sia trattato di un tentativo di aumentare le tensioni geopolitiche con Israele. Un’ipotesi che secondo gli americani trova riscontro nel fatto che poche ore prima era uscita la sentenza Onu sui quattro militanti del gruppo Hezbollah accusati di essere coinvolti nell’omicidio dell’ex premier Rafiq Hariri.

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