Beirut, l’esplosione partita da un deposito di armi: la teoria dell’esperto

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L’esplosione a Beirut ha coinvolto un magazzino di armi ed esplosivi? Questa la teoria che avanza l’esperto di armamenti Danilo Coppe in un’intervista al Corriere della Sera.

Beirut deposito di armi esplosivo

Il materiale saltato in aria nella tremenda esplosione di Beirut non sarebbe nitrato di ammonio. Lo sostiene Danilo Coppe, esperto di armi ed esplosivi che ha collaborato alle indagini sul crollo del Ponte Morandi a Genova.

Il tecnico analizza i video della deflagrazione nella capitale del Libano e sostiene che la devastazione sia partita da un deposito di armi militari. Ci sarebbero volute 2.700 tonnellate di nitrato di ammonio per scatenare l’inferno di Beirut mostrato dalle immagini caricate sui social network. Una quantità di esplosivo tale da riempire una piscina di enormi dimensioni.

Il magazzino che si vede nelle immagini e da cui parte l’esplosione di Beirut è però molto piccolo, non avrebbe potuto contenere tutta la quantità di nitrato di ammonio necessaria. La teoria di Danilo Coppe è che ci sia stata anche una sostanza che ha agito da catalizzatore.

La nuvola causata dalla deflagrazione di nitrato di ammonio è gialla, come sostiene l’esplosivista. Quella che ha ricoperto Beirut era invece di colore rosso-arancione. Potrebbe essere litio, una sostanza presente nelle armi missilistiche utilizzate dall’esercito.

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Esplosione di deposito di armi destinate alla guerra a Beirut

Un video mostra anche diverse piccole esplosioni prima dell’enorme detonazione con l’onda d’urto spaventosa che distrugge interi quartieri. Secondo Danilo Coppe non si tratta di fuochi d’artificio, ma di munizioni che detonano per il calore.

L’esperto arriva alla conclusione che si sia verificata prima un’esplosione di minori dimensioni che ha innescato un incendio. Le fiamme hanno poi raggiunto gli armamenti militari e gli esplosivi ad alta capacità che erano stati depositati nel magazzino al porto di Beirut. Probabilmente, materiale per combattere una guerra.

Infatti, Beirut appare dopo l’esplosione un vero e proprio scenario di guerra. Edifici sventrati, auto cappottate e persone spazzate via dalla forza dell’onda d’urto.

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