Terremoto in Provincia di Perugia, scossa di magnitudo 2.7: tutti i dettagli

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In provincia di Perugia, alle 08:38 di questa mattina, si è verificato un terremoto di magnitudo 2.7 a 9 chilometri di profondità.

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Un terremoto di magnitudo 2.7 ha colpito la provincia di Perugia nella mattinata di oggi con due scosse. La prima è stata registrata alle 08:38 di questa mattina, mentre la seconda alle 10:38, esattamente a due ore di distanza. L’epicentro è stata identificato a circa cinque chilometri di distanza dal comune di Massa Martana. Il terremoto è stato localizzato dalla Sala Sismica INGV di Roma.

Nel 1997 un terribile terremoto coinvolse l’Umbria e in parte la regione delle Marche. Le scosse furono due di magnitudo 5.7 e causarono undici morti e oltre cinque miliardi di danni.

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Terremoto Umbria 1997: il crollo della Basilica di San Francesco

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Un evento che è rimasto nell’immaginario collettivo dell’Umbria anche perchè causò il crollo della volta della Basilica di San Francesco D’Assisi, provocando la morte di due ecclesiastici e di due tecnici che stavano effettuando un sopralluogo per verificare i danni causati dalla prima scossa. Il comune che riportò maggiori danni fu quello di nocera Umbra, in provincia di Perugia. Qui infatti, più dell’ottanta per cento delle abitazioni furono dichiarate inagibili. Il terremoto si verificò il 26 settembre di quell’anno, ma lo sciame sismico erano iniziate alcune settimane prima. E infatti la Protezione Civile aveva già allestito a scopo precauzionale delle tendopoli vicino Foligno.

La prima scossa fu considerata l’apice dello sciame dei giorni precedenti, e per questo molti tecnici furono mandati a ispezionare i danni nella convinzione che il peggio fosse passato. E difatti la seconda scossa colse tutti impreparati. L’allora sindaco di Foligno raccontò tempo fa ai microfoni dell’Ansa che “alle 6 del mattino venne da me un dirigente del comune dicendomi che le scuole non avevano subìto danni e tutti gli esperti sostenevano che il picco massimo della crisi sismica era stato raggiunto, e quindi gli studenti potevano tranquillamente fare lezione, ma dentro di me c’era qualcosa che mi suggeriva di agire diversamente. Così decisi di chiudere tutti gli istituti: è stata la scelta migliore che abbia mai fatto in vita mia”.

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