Covid19, proposta choc dell’infettivologo: “Gli studenti si contagino tra loro per l’immunità”

0

Arrivare all’immunità dei giovani facendoli contagiare tra di loro. L’idea per arginare la diffusione del Coronavirus arriva da Eric Caumes, famoso infettivologo francese.

Studenti in Francia
Fonte Pexels

Studenti che contagiano altri giovani. È questa la strategia giusta per arrivare all’inizio dell’anno scolastico con parte della popolazione dotata di anticorpi contro il Covid19? La proposta del professor Eric Caumes ha scatenato un grande dibattito in Francia.

Giovani con il Coronavirus, ma distanti dai parenti più anziani per evitare le conseguenze peggiori della malattia. Il primario all’ospedale Pitié-Salpetrière di Parigi sostiene che le tecniche attuali per contrastare il Sars-Cov-2 sono sbagliate.

Aggredire il virus lasciando che i giovani passino la malattia ad altri ragazzi durante l’estate. Una strategia per arrivare all’immunità di gregge generazionale che permetterebbe di riaprire le scuole in sicurezza.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE > > > Coronavirus in India, positivo il Ministro degli Interni

Giovani immuni per riaprire le scuole a settembre

Secondo Caumes, il Coronavirus si sta diffondendo nuovamente in Francia. Il motivo potrebbero essere proprio le vacanze estive. Infatti, molti focolai interessano città dove ci sono molti turisti.

Il professore spiega che “le autorità, purtroppo non riescono più a controllare certi focolai” e questo porterà la malattia a riaccendersi in diversi punti nello stesso momento. A questo bisogna aggiungere il fatto che le strutture sanitarie non hanno ancora gli strumenti necessari per contrastare la pandemia.

L’infettivologo arriva alla conclusione che bisogna aggredire frontalmente il virus. Visto che è impossibile vietare gli assembramenti di giovani, soprattutto durante il periodo estivo, Caumes lancia la sua proposta choc: “Forse non sarà politicamente corretto, ma io sono sempre più convinto che bisogna lasciare che si contaminino fra loro, a condizione che non abbiano contatti con i genitori e i nonni”.

La malattia produce danni minori nei giovani, questo spinge il ricercatore a ipotizzare che la sua soluzione potrebbe anticipare l’immunità di quella parte della popolazione. In questo modo, a settembre le scuole potrebbero riaprire e i giovani tornare ad avere contatti con le proprie famiglie.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui