Piacenza, carabinieri arrestati: il mistero dei 2 milioni spariti

Nuovi particolari sull’inchiesta dei carabinieri arrestati a Piacenza. I giornali infatti riportano dei dettagli su un’inchiesta del 2013 e sul racconto della trans Francesca. 

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Spuntano dei nuovi particolari nell’ambito dell’inchiesta dei carabinieri arrestati a Piacenza. Da quanto si apprende, nel 2013 il gruppo di carabinieri condusse un operazione che portò al sequestro di due milioni di banconote false a una banda di trafficanti di droga. Una somma che però è successivamente sparita nel nulla. A dirigere l’inchiesta fu il maggiore Rocco Papaleo, l’uomo che a gennaio di quest’anno ha dato inizio alle indagini sui carabinieri di Piacenza, dopo aver raccolto alcuni racconti sull’operato dell’appuntato Montella e dei suoi colleghi. I soldi furono sequestrati nell’ambito di un’indagine che portò all’arresto di diciannove persone. Il problema è che subito dopo scomparvero nel nulla. A quel punto una persona rimasta anonima all’interno dell’Arma, inoltrò la notizia alla Procura della Repubblica che decise di aprire un fascicolo in merito. L’inchiesta però non portò a nulla. E da allora, di questi due milioni di banconote false, non si è più saputo niente. 

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Piacenza, carabinieri arrestati: nuovi dettagli sul racconto della trans Francesca

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Intanto, sono emersi dei nuovi particolari riguardo le recenti dichiarazione della trans Francesca di origini brasiliani. Questa infatti ha deciso di costituirsi nel processo come parte offesa, e ha raccontato agli inquirenti di essere stata vittima di diversi soprusi, tra cui anche uno stupro, da parte dei carabinieri indagati. Sembra che la trans avesse già tentato di denunciare i fatti a suo tempo all’interno dell’Arma. Aveva infatti deciso di sporgere denuncia fidandosi di una poliziotta che lavorava nella stazione di Levante. Ma esattamente come i due milioni di euro, anche la sua denuncia scomparve nel nulla. Questa infatti non figura in nessun atto che ha portato all’arresto dei sei carabinieri. La trans ha poi raccontato che in caserma, i carabinieri erano soliti organizzare festini a base di sesso e cocaina. Queste orge sarebbero iniziate due anni fa e finite la scorsa estate. La trans ha raccontato agli inquirenti di aver partecipato insieme a una sua amica a quattro festini dentro la caserma di Levante.

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