Morbillo cetaceo, l’allarme di Green Peace: “Le balene sono a rischio”

Il morbillo cetaceo starebbe mettendo a dura prova alcuni animali, tra cui il capodoglio. È quanto riferito da Greenpeace per spiegare gli arenamenti dell’ultimo periodo

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Morbillo cetaceo, il virus che starebbe causando l’arenamento di numerose balene (Getty Images)

Negli ultimi mesi, sempre più spesso si sente parlare di arenamento di cetacei lungo le coste. In occasione della Giornata mondiale della conservazione della natura, Green Peace ha pubblicato un rapporto che cerca di spiegare le cause che stanno portando a questo fenomeno inusuale.

Secondo quanto riportato dall’Ansa, la causa principale sarebbe legata ad un virus, il cosiddetto morbillo cetaceo. Questo, proprio come il Coronavirus, potrebbe rispondere al “salto della specie”. Tra i più a rischio, ci sono i capodogli (che già sono in via d’estinzione). Da quanto spiegato dagli esperti e dai veterinari, inoltre, questo virus sarebbe associabile principalmente agli stress ambientali. A maggior conferma del collegamento tra gli arenamenti e l’epidemia, ci sono le analisi effettuate sui alcuni capodogli bloccati nell’estate del 2019: cinque su sei sono risultati positivi.

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Morbillo cetaceo, è allarme: a rischio estinzione i capodogli

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L’allarme di Green Peace (Getty Images)

Una situazione molto complessa quella spiegata da Green Peace. Alla base dei numerosi arenamenti di cetacei negli ultimi mesi, ci sarebbe il morbillo cetaceo. Si tratta di un virus che risponderebbe al “salto della specie”, avendo quindi la possibilità di raggiungere anche specie apparentemente lontane come la lontra. Questa malattia preoccupa parecchio, e ricorda molto le epidemie di delfini tra il 1990 e il 2008. “In Italia, si stanno facendo degli sforzi enormi per la ricerca” spiega Sandro Mazzariol, professore dell’Università di Padova: “Ma è necessario che la rete nazionale venga resa operativa, in modo da avere dati omogenei“.

Secondo Giorgia Monti di Green Peace, tra le cause principali che hanno portato allo scoppio del virus, c’è lo stress ambientale causato dall’uomo. “Stiamo distruggendo l’ambiente, e questo può portare a gravi danni anche ai cetacei” le parole riportate dall’Ansa:L’essere umano è complice di questa epidemia, bisogna arrivare ad una svolta quanto prima“.

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