Caso camici, Fontana: “Non mi dimetto, la verità sul quel bonifico”

Parla Attilio Fontana. Nel pieno dell’inchiesta aperta per frode nei confronti del governatore lombardo, quest’ultimo ha deciso di metterci la faccia dicendo la sua ai microfoni de La Repubblica. 

Fontana ottobre novembre
(Foto: Getty)

Superata momentaneamente la tempesta coronavoris, ora la Regione Lombardia è chiamata a fronteggiare un’ondata di scandali e indignazioni che hanno colpito direttamente il presidente Attilio Fontana.

Dalla gestione delle Rsa all’inchiesta per fronde aperta a causa della vendita di camici con un’azienda amica, il governatore lombardo è finito nel mirino delle Istituzioni ma ha deciso di metterci la faccia in un’intervista a La Repubblica.

Concluso il mio intervento in Consiglio Regionale, ho ricostruito i fatti e lo spirito responsabile con cui abbiamo…

Pubblicato da Attilio Fontana su Lunedì 27 luglio 2020

Scandalo camici, parla il governatore Fontana

Tutto parte dall’acquisizione di materiale sanitario. Dopo aver presentato il preventivo, l’azienda decide di trasformare il passaggio da vendita a donazione. Tutto normale, se non fosse che poi un super bonifico partirà da un conto straniero di Fontana allertando le autorità per frodi fiscali e movimenti sospetti.

“Della procedura attivata da Aria non ero a conoscenza e non sono mai intervenuto in alcun modo per favorire quella procedura”, esordisce il governatore. E ancora: “Questo ho inteso esprimere quando ho affermato di essere completamente estraneo e ignaro della fornitura onerosa in questione. Naturalmente, una volta venutone a conoscenza, ho sollevato la sua inopportunità”. 

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E’ così che invece giustifica il famoso bonifico da un conto in Svizzera contenete 5.3 milioni di euro, soldi accumulati negli anni con uno scudo fiscale: “Ho spontaneamente considerato di alleviare in qualche modo il peso economico della operazione di mio cognato, partecipando io stesso personalmente — proprio perché si trattava di mio cognato — alla copertura di una parte di quell’intervento economico”. 

Il bonifico, il conto in Svizzera e la gestione coronavirus

Sarebbe stato, dunque, un ennesimo atto di altruismo su personalissima iniziativa del politico: “Si è trattato di una decisione spontanea, volontaria e dovuta al rammarico di constatare che il mio legame di affinità aveva solo svantaggiato una azienda legata alla mia famiglia”.

Ma da dove nasce questo conto straniero? “Anzitutto quello all’estero era un conto che avevano i miei genitori, una cosa purtroppo di moda a quei tempi. Poi, alla morte di mio padre il conto passò a mia madre. Morta mia mamma, a 93 anni, io l’ho ereditato e l’ho dichiarato nel rispetto delle leggi italiane e pagando il dovuto”, spiega il politico.

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Fontana, infine, fa parziale mea culpa per quanto riguarda l’emergenza sanitaria che ha visto la Lombardia in ginocchio fino a qualche settimana fa: “In una situazione come quella in cui ci siamo trovati, ho più volte ribadito che sicuramente abbiamo commesso errori. Errori ovviamente ci sono stati ma, come spesso accade in queste circostanze, quando la si butta in caciara pochi resistono alla tentazione di gettar via il bambino insieme all’acqua sporca”.

Chiusura intervento in Consiglio 27/07/20

La chiusura del mio intervento oggi in Consiglio segna un nuovo inizio. Intendo guidare con orgoglio, con rinnovato entusiasmo e con immutata responsabilità questa Regione, guardando al futuro, guardando all’Autonomia non come mera concessione ma come diritto costituzionale. La Lombardia è libera è come tale va lasciata.

Pubblicato da Attilio Fontana su Lunedì 27 luglio 2020