Carabinieri Piacenza, la confessione del trans: “Costretta a fare sesso”

Continuano le indagini sui carabinieri di Piacenza. Spunta la confessione di un trans: “Minacciata e costretta a fare sesso”.

Carabinieri Piacenza
Nuove indiscrezioni sullo scandalo di Piacenza (Foto: Getty)

Non si arrestano gli interrogatori sulla vicenda che ha colpito la caserma Levante dei Carabinieri di Piacenza. Infatti, nelle ultime ore, le forze dell’ordine hanno ascoltato le confessioni di una trans che metterebbero ancora di più nei guai il maresciallo Marco Orlando. Infatti lo stesso maresciallo, circa un anno e mezzo fa, avrebbe minacciato la transessuale intiminandola a collaborare altrimenti sarebbe stata rimandata in Brasile.

Così la transessuale ha chiesto alla Polizia di essere ascoltato come persona offesa. I carabinieri avrebbero prima minacciato la vittima, costringendola poi ad avere rapporti sessuali con loro. Ma non solo, infatti i carabinieri erano soliti infliggere violenze alle trans portate in caserma.

Diverse le offese e le minacce rivolte alla transessuale brasiliana, che adesso accusa direttamente il Comandante della caserma Levante di Piacenza, dove spadroneggiava l’appuntato Giuseppe Montella, conosciuto per il suo sistema pilotato di arresti e sequestri di sostanze stupefacenti, poi successivamente rivendute.

Carabinieri Piacenza, lunedì l’interrogatorio per il maresciallo

carabinieri piacenza
Il maresciallo sarà interrogato lunedì (photo Pixabay)

Continuano a crescere le accuse nei confronti del maresciallo Marco Orlando, che lunedì sarà ascoltato dagli inquirenti. Inoltre secondo Giuseppe Montella, presunto capo della banda dei Carabinieri, il maresciallo non è mai stato all’oscuro di arresti e sequestri. Così ad Orlando viene aggiunta l’accusa di conoscere tutti i reati compiuti dalla caserma di Piacenza, con Montella che ha sempre aggiornato i suoi superiori sulle diverse operazioni. Intanto fanno scalpore le confessioni della trans, che agli inquirenti ha affermato: “Mi hanno massacrato di botte”.

Ma non solo, durante le indagini è spuntata un’altra transessuale di nome Nikita, per molti la protetta del maresciallo. Infatti, secondo le prime indiscrezioni, i carabinieri si rivolgevano a lei per avere informazioni riguardo le altre transessuali. Secondo alcune confessioni esclusive di una transessuale, il maresciallo chiedeva lavoro ad alcune transessuali. Solamente collaborando, le transessuali potevano vivere una vita serena. Inoltre un’altra transessuale ha mostrato le foto insieme al maresciallo, gli appuntati e le mazzette con i soldi.

Inoltre sempre secondo la trans, venivano organizzati dei festini a casa di Nikita, con Orlando che pagava le prestazioni sessuali con la cocaina. Ma i festini non venivano organizzati solamente in casa di Nikita, ma addirittura nella caserma Levante. Il modus operandi, però, era sempre lo stesso, con i carabinieri che chiamavano Nikita. Successivamente la transessuale portava con sè in caserma alcune delle sue colleghe. Infine, secondo le ultime indagini, spesso le transessuali subivano violenze ingiustificate da parte dei carabinieri.

L.P.

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