Germania, topi sordi ritrovano l’udito: scoperta rivoluzionaria

Germania, topi sordi hanno ritrovato l’udito grazie a particolari modifiche genetiche. Una scoperta che apre nuove frontiere anche per l’uomo

Germania, topi sordi ritrovano l’udito (Pixabay)

Germania, topi sordi riacquistano l’udito senza dover fare ricorso a particolari apparecchi acustici o altri rimedi. Questo è il primo importante risultato ottenuto da un’équipe di ricercatori del Centro medico universitario di Gottingen. In pratica sono riusciti a far ritornare l’udito ad un gruppo di topi dotati ai quali erano stati montati impianti cocleari.

Si tratta di orecchie artificiali elettroniche, cacaci di ridare la percezione uditiva nei soggetti affetti da sordità profonda. Un risultato possibile con la modifica delle cellule nervose presenti nelle orecchie degli animali in modo che potessero rispondere agli stimoli della luce anziché a quelli dell’elettricità.

Udire senza un apparecchio acustico (Pixabay)

Tutto parte da una considerazione. Il nostro udito è basato sul funzionamento di cellule collocate all’interno della coclea delle nostre orecchie. E la loro funzione primaria è quella di rilevare i suoni di frequenze diverse, per attivare correttamente le cellule nervose uditive. Se queste cellule però fossero danneggiate per qualche motivo, la conseguenza diretta sarebbe quella della sordità.

Gli impianti cocleari fino ad oggi sono stati in grado di ripristinare solo in modo parziale l’udito. Lo fanno stimolando elettricamente le cellule nervose andando in pratica a sorpassare quelle danneggiate. Però i segnali elettrici stimolano anche altre cellule nervose oltre a quelle uditive. E questo in concreto significa che il suono percepito attraverso l’ausilio dell’impianto cocleare risulta comunque meno preciso.

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Udito, i nuovi impianti cocleari ottici potrebbero essere pronti in 5 anni

Sordità, ora arriva però la ricerca dello staff di Gottingen che apre nuove frontiere alla possibilità di ridare l’udito. Così ha spiegato lo studio Tobias Moser, il ricercatore che ha guidato lo studio, alla rivista  ‘Science Translational Medicine’. Questo metodo è diverso ma anche miglitre rispetto a quelli tradizionali basati sugli impianti elettrici. Non a caso il suo team sta sviluppando impianti cocleari ottici: in pratica usano la luce per stimolare le cellule nervose.

Durante il loro studio, i ricercatori sono riusciti a dimostrare che il metodo funziona utilizzando una singola fibra ottica. Serve a stimolare la coclea di animali sordi, come questi topi da laboratorio, ai quali sono state modificate le cellule nervose uditive.

I topi hanno dato ottimi risultati (Pixabay)

Ottenuto questo risultato, gli studiosi hanno deciso di testare sei topi un impianto con 10 chip LED. E hanno verificato che gli animali hanno risposto ad un suono per il quale erano stati addestrati ad attuivarsi prima di diventare sordi. Questo dimostra che quanto hanno sentito attraverso l’impianto inserito precedente all’interno delle orecchie era decisamente simile a quello che avevano udito.

Ma quando sarà possibile materialmente testare questa nuova tecnologia anche sugli uomini per dimostrare la sua efficacia? Il dottor Moser crede che una data realistica possa essere il 2025 ma con una ulteruiore evoluzione. Infatti per gli esseri umani i ricercatori dovrebbero riusciire a creare impianti con 64 sorgenti luminose al posto delle attuali 10.