Scuole, chiesti oltre 2 milioni di banchi: il bando potrebbe andare deserto

Le scuole hanno chiesto quasi due milioni e mezzo di banchi per il ritorno in classe, ma il bando potrebbe andare deserto per i tempi brevi dalla richiesta

Ministero Regioni Scuola

8.088 dirigenti scolastici, secondo quanto riportato da La Repubblica, hanno chiesto oltre 2 milioni e mezzo di banchi singoli per il prossimo ritorno in classe. Per la precisione, ne sono stati chiesti 2.540.236. Le richieste per i banchi innovativi sono state il 17% del totale, pari quindi a circa 400mila. Le richieste di sedie tradizionali sono 1.374.425.

La ministra Azzolina interviene anche sulla questione dei banchi singoli: “Non ci sono direttive univoche per l’utilizzo di banchi singoli nelle scuole per garantire il distanziamento sociale, faremo quello che ci chiedono i dirigenti scolastici degli istituti di tutta Italia”.

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Scuole, perché il bando sui banchi potrebbe finire deserto

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Il bando potrebbe andar deserto perché eseguire questa richiesta viene ritenuta una missione impossibile. “Leggendo il bando del commissario Arcuri ci si chiede – affermano gli esponenti delle aziende del settore – se qualcuno si sia posto il problema che andasse deserto”. Il problema sta nei tempi brevi che intercorrono tra la richiesta e la sua attuazione. “La richiesta fatta sta a significare in 23 giorni, dal 7 al 31 agosto, bisognerebbe concentrare la produzione di 5 anni”. Del resto “non tutte le aziende italiane sono certificate per fornire arredamento alla pubblica amministrazione”.

La realtà è che, nella migliore delle ipotesi, la capacità produttiva massima potrebbe raggiungere i 120mila pezzi consegnati entro la fine di settembre (l’Azzolina indica come ritorno in classe il 14 settembre, ndr). Inoltre va tenuto conto della consegna e messa in loco degli arredi. Questa situazione potrebbe portare a due gravi conseguenze: “I ragazzi non potranno avere i nuovi banchi e ci saranno ricadute sull’anno scolastico. Le procedure di gara in corso o già vinte saranno invece bloccato facendo cade piani di produzione già progettati ed adeguati alle tempistiche richieste dalle stazioni appaltanti. I prodotti a quel punto non saranno consegnati”.

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