Alex Zanardi, il medico: “Sarà come scalare l’Himalaya, non è facile”

Alex Zanardi si trova da un paio di giorni al Centro di Costa Masnaga, in provincia di Lecco. Il dottor Franco Molteni ha commentato lo stato del campione

Alex Zanardi
Alex Zanardi, il commento del dottor Franco Molteni (Getty Images)

Ormai più di un mese fa, il terribile incidente che ha scosso l’intero mondo dello sport, e non solo. Il 19 giugno Alex Zanardi è coinvolto in un drammatico incidente in handbike sulla Statale 146 a Pienza. Dopo oltre un mese di coma farmacologico presso il policlinico Le Scotte di Siena, il campione è stato trasferito al Centro di Costa Masnaga.

Qui proseguirà la riabilitazione di Zanardi, ma i medici non si vogliono sbilanciare. Intervistato dal Corriere della Sera, il responsabile di reparto Franco Molteni ha commentato lo stato attuale del campione paralimpico: “Lui ora si trova davanti all’Himalaya, non sarebbe giusto essere troppo ottimisti e aspettarsi che arriverà in cima” le parole del dottore, che aggiunge: “Ma non bisogna neanche dire che sicuramente non ce la potrà fare“.

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Alex Zanardi, il commento del dottor Molteni: “Faremo il possibile, come sempre”

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Continua il percorso di riabilitazione del campione paralimpico (Getty Images)

Trasferito da un paio di giorni presso il Centro di Costa Masnaga, in provincia di Lecco, il campione paralimpico Alex Zanardi sta proseguendo con il percorso di riabilitazione, ma non sarà affatto semplice. Il responsabile di reparto Franco Molteni, durante un’intervista per il Corriere della Sera, ha specificato la gravità della situazione. “Ora è presto per dare risposte definitive, è qui da due giorni ed è ricoverato da un mese” spiega il dottor Molteni: “Sicuramente, possiamo dire che siamo molto determinati“.

Sulle condizioni attuali del campione, il responsabile di reparto non si è voluto sbilanciare. “Ho fatto una promessa alla sua famiglia, ne parlerò solamente quando vorranno loro” racconta Molteni, che aggiunge: “Di certo non possiamo fare miracoli, ma faremo il possibile come per tutti i nostri pazienti“.

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