Assegno Unico 2020 approvato dalla Camera: come funziona e a chi spetta

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Assegno Unico 2020 approvato dalla Camera. Mancano ancora alcuni passaggi, ma intanto la strada per il sostegno alle famiglie è tracciata

Reddito famiglie
Assegno Unico 2020

Assegno Unico 2020, il primo passaggio fondamentale è andato. Oggi la Camera con 453 voti a favore ha approvato il disegno di legge delega che ha come primi firmatari i due piddini Stefano Lepri e Graziano Del Rio.

Un iter cominciato nel 2018 e che ora finalmente è vicino al traguardo, nonostante manchino due tappe fondamentali. Il passaggio in senati prima ma soprattutto dopo la ricerca dei fondi per la copertura, calcolata in 6-7 miliardi di euro.
É comunque il primo passo concreto per l’attuazione del ‘Family Act’ con una semplificazione quasi epocale. Il principio infatti è quello di mettere ordine in mezzo a tutte le forme di sostegno ai genitori.

Oggi infatti sono diverse le misure previste per le famiglie, ma tutte distaccate: bonus bebè, bonus baby sitter, assegni familiari e altro. Con l’Assegno Unico finiranno tutti in un solo sostegno, l’assegno universale. E l’approvazione praticamente all’unanimità significa che la riforma piace a tutti, quindi non dovrebbe avere problemi a passare.

L’assegno verosimilmente entrerà in vigore dai primi mesi del 2021. Sarà erogato sotto forma di credito d’imposta oppure come erogazione mensile di una somma di denaro. Toccherà in realtà al governo, una volta passata la legge, decidere cosa privilegiare. Ma è già previsto che già al momento della registrazione della nascita ogni genitore sia informato dei benefici ai quali ha diritto. Inoltre dovrebbe essere istituito un organismo ad hoc per monitorare il funzionamento e vi parteciperanno diverse associazioni a tutela delle famiglie.

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Assegno Unico 2020, come funziona e quali famiglie ne hanno diritto

Assegno Unico 2020, come funziona? La cifra sarà modulata sulla base dell’Isee familiare, tenendo anzitutto conto dell’età dei figli e sarà diviso in pari misura tra i genitori. In caso di separazione effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione del matrimonio, l’assegno spetterà al genitore affidatario. Invece nel caso di affidamento congiunto o condiviso l’assegno sarà ripartito, senza un accordo, nella misura del 50 per cento tra i genitori.

Sono diversi i punti fondamentali del disegno di legge. Riconoscimento di un assegno mensile per ciascun figlio minorenne a carico, che decorre a partire dal settimo mese di gravidanza. Per i figli successivi al secondo, l’importo dell’assegno sarà maggiorato.

Family Act
Elena Bonetti, ministro della famiglia (Foto Facebook)

Riconoscimento di un assegno per ciascun figlio maggiorenne a carico, con importo inferiore a quello riconosciuto per i minorenni. Sarà erogato fino al compimento del 21esimo anno di età e con possibilità di versamento dell’importo direttamente al figlio, per favorirne l’autonomia. Vale però solo nel caso in cui frequenti un percorso di formazione scolastica o professionale, o frequenti un corso di laurea. O ancora svolga un tirocinio ovvero un’attività lavorativa limitata con redditi complessivi inferiori a un certo importo annuale. Ma anche se è registrato come disoccupato e in cerca di lavoro presso un centro per l’impiego o un’agenzia per il lavoro. Oppure infine se svolga il servizio civile universale.

Per ciascun figlio con disabilità sarà riconosciuto un assegno maggiorato rispetto agli importi per i figli minorenni e maggiorenni. La maggiorazione sarà graduata secondo l condizioni di disabilità. Il riconoscimento è anche per maggiorenni qualora il figlio con disabilità risulti ancora a carico.

Le altre regole previste per ricevere l’Assegno Unico 2020 quando sarà approvato

Mantenimento delle misure e degli importi in vigore per il coniuge a carico e per gli altri familiari a carico diversi dai figli minorenni e maggiorenni.

Infine il richiedente dovrà soddisfare tutti questi requisiti:

Essere in possesso della cittadinanza italiana, o cittadino di Paesi facenti parte dell’Unione europea. Oppure suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente. O ancora essere un cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo o di un permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale.

Essere soggetto al pagamento delle tasse sul reddito in Italia.

Vivere con i figli a carico in Italia.

Essere stato o essere residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi.

Essere in possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno biennale.

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