Ue, premier Conte attacca: “Europa sotto ricatto dei paesi frugali”

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Dopo la seconda giornata di meeting, arriva il duro attacco all’Ue di Giuseppe Conte. Per il premier italiano, l’Unione è sotto ricatto dei paesi frugali.

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Duro attacco del premier Conte all’Ue (via Getty Images)

Non basta il secondo giorno di meeting tra Conte ed i vertici dell’Ue, sul futuro dell’Unione dopo l’emergenza Coronavirus. Così il premier italiano è andato all’attacco, definendo l’Europa sotto ricatto dei paesi frugali. Parole dure per il primo ministro, dopo il secondo Consiglio Europeo per il Recovery Fund. In ballo ci sono miliardi, che aiuterebbero il paese ad uscire dalla crisi causata dal lockdown.

Ma l’attacco del presidente non si è concluso qui. Infatti Conte ha aggiunto che c’è qualche paese che non ha la consapevolezza del momento che sta passando l’Italia, specie coloro che si arroccano su partite contabili. Proprio quest’ultima frase sembra riferita all’Olanda, che dal primo momento si è posizionata contro il Recovery Fund.

Non sono bastate 12 ore di negoziati per raggiungere un accordo su Recovery Fund e Bilancio Pluriennale della Ue. Al momento ci sono dei capi di stato che sono distanti, come ad esempio l’Italia e l’Olanda e si fa fatica a giungere ad un compromesso. A confermare tutto ciò, ci ha pensato il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, che ha definito la partita ancora aperta.

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Ue, l’attacco di Conte e la situazione in stallo: per il presidente Michel la partita è aperta

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Conte insieme alla Merkel, Michel e von der Leyen (via Getty Images)

Nonostante i mancati accordi la partita è ancora aperta, come sottolinea il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel. Conte invece è stato più deciso, affermando che da questo consiglio o “saranno tutti vincitori” o “saranno tutti sconfitti“. Per il premier, infatti, tutti sono sulla stessa barca ed il recovery fund non è un aiuto solamente per l’Italia. Se a tutti verrà concessa la possibilità di riparare i danni della pandemia, continua Conte, le economie sono integrate.

Nella giornata di ieri, Michel ha presentato una bozza che veniva in contro a molte delle richieste dei paesi frugali. Nonostante ciò, non si sono ammorbidite le posizioni di questi paesi, con l’Olanda che punta ad una decisione dei governi sui piani nazionali di riforma deu paesi membri. Altro tema chiave è il rispetto del diritto come condizionalità per ottenere i fondi del Recovery Fund. Su questo tema c’è la dura opposizione di Ungheria e Polonia.

Secondo alcuni esponenti politici europei, però, il passo in avanti c’è stato ma su temi differenti, come: governance e dimensioni del bilancio. Inoltre gran parte dei leader vuole arrivare ad un accordo, con Michel che questa mattina è pronto a discutere su una nuova bozza.

L.P.

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