Caffè napoletano, la Campania lo candida Patrimonio Unesco

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La giunta regionale della Campania ha inviato alla Commissione italiana per l’Unesco la richiesta di candidatura del caffè napoletano come Patrimonio culturale immateriale Unesco.

Arrivato a Napoli e in altre città italiane già nella seconda metà del ‘600 grazie a dei mercanti vicentini, il caffè vide massimo splendore ed esaltazione grazie al periodo dei Borbone nel secolo successivo. Fu Maria Carolina D’Asburgo, moglie di re Ferdinando IV di Borbone, ad introdurre le tradizioni austriache in terra partenopea, tra cui l’utilizzo della ‘bevanda scura’. Lady Miller, scrittrice inglese, parlò di un ballo di corte nella Reggia di Caserta del 1771 in cui vide uomini vestiti con giubba e cappellino servirla.

A partire dalla fine dell’800 il caffè è diventato arte vera e propria. Illustri figure della storia di una città senza tempo si sono appropriati della sua essenza per creare delle pietre miliari. Prima il duo CapassoFassone con la celebre ‘A tazza ‘e cafè resa famosa da Murolo, poi Pazzaglia insieme a Modugno con ‘O cafè. Non manca il De André ‘sceso’ da Genova per il duetto del solito Murolo di una mitica Don Raffaè.

La bevanda di origine araba, ma napoletanizzata a tutti gli effetti, è stata affrontata anche da Eduardo De Fillippo nel suo teatro dai sapori antichi.

Ora, mentre la paure quotidiane di un mondo che scorre troppo veloce sono ben piantate con i piedi per terra, ‘O cafè a Napoli è sospeso…ed il suo profumo viaggia tra i vicoli della città.

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Caffè napoletano, storia di convivialità ed accoglienza

Caffè napoletano
Caffè napoletano

Secoli di storia in poche righe non si possono ben riassumere, è per questo che veniamo ai giorni nostri con una buona notizia. La giunta regionale della Campania ha inviato alla Commissione Italiana per l’Unesco il dossier per la candidatura della cultura del caffè napoletano come Patrimonio culturale immateriale Unesco. Il tutto firmato dal governatore De Luca.

“Si tratta di una candidatura di grande rilievo. Il caffè in Italia non è solo una bevanda ma esprime una vera e propria cultura. E’ un rito napoletano che ha dato vita a tradizioni diffuse ovunque, come quella del caffè sospeso che evoca il senso dell’ospitalità, solidarietà e convivialità”, questo l’estratto della nota ufficiale che prosegue: “la cultura del caffè espresso napoletano merita l’importante riconoscimento”.

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