Lo smart working fa male, tra 25 anni saremo tutti così

Lo smart working potrebbe trasformare la popolazione mondiale in mostri: è l’effetto shock di uno studio svolto nelle ultime settimane

Così apparirà la lavoratrice di smart working nel 2045 (via Directly Apply)

Lo smart working fa male? Alcuni esperti non hanno dubbi, specie dopo l’elaborazione grafica di un modello dalle fattezze inquietanti. L’anno soptrannominata ‘Susan‘ e rappresenta una domnna del 2045 che riassume tutti i possibili problemi causati da lavoro casalingo e vita sedentaria.

Un’elaborazione al computer, certo, e un’estremizzazione delle caratterostiche. Ma intanto i rischi concreti per chi lavora sempre in casa esistono ed è meglio conoscerli per tempo. Il risultato è frutto del lavoro di un team composto da psicologi ed esperti di fitness.

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Smart working, a casa, come difendersi (Pixabay)

Basta guardarla per capire che Susan non sta bene: ha problemi di postura, evidente obesità e affaticamento degli occhi doviuto al pc. Lo smart working può funzionare, dicono gli eperti, a patto che non significhi isolarsi dal mondo e dalla socialità. Perchè significa anzitutto mancanza di esercizio fisico e tanto tempo trascorso con una postura scorretta davanti a uno schermo.

Tutto questo comporta un collo iperesteso, spalle ricurve e la gobba che spunta con il tempo. Non è un caso cher gli esperti raccomandino di alzarsi e muoversi almeno ogni 30-40 minuti e di controllare la postura quando si torna al lavoro.

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Smart working casalingo, tutti i rischi per la colonna vertebrale e per il fisico

La nostra Susan soffre anche di cifosi cervicale, cioè la curvatura anormale della colonna vertebrale. Come spiega il dottor Daniel Riew, chirurgo ortopedica presso il Columbia University Medical Center di New York, l’unico rimedio è alzarsi regolarmente per ripristinare la postura. Stare seduti per lunghi periodi è pericoloso per il cuore e porta a una riduzione della durata della vita”. Quindi ogni tanto alzatevi in piedi e passeggiate, vi farete solo del bene.

Per salvaguardare la vista invece abbassate la luminosità dello schermo, tenendolo a distanza di un metro e fare delle pause almeno ogni mezz’ora. Basta anche solo un minuti per riposare gli occhi e ripartire.

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Fenomeno smart working (Pixabay)

Ma ci sono anche altri effetti collaterali nello smart working. Come ad esempio la carenza di vitamina D, che alla fine porta alla perdita dei capelli. Invece la mancanza di vitamina B-12 può provocare una pelle rugosa e pallida. Per questo il consiglio è quello, specialmente adesso che la stagione lo permette, di prendere una dose giornaliera di sole all’inizio della giornata e respoirare anche aria fresca.

Facile notare infine come Susan sia obesa. Colpa dei continui spuntini che fanno il paio con il carico di lavoro eccessivo e la mancanza di contatti sociali. I lavoratori da casa dovrebbero seguire una dieta sana ed equilibrata, seguire un programma di esercizio fisico e avere un regolare contatto sociale.