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Mario Borghezio nei guai: il 73enne leghista, storico esponente del partito, accusato di aver sottratto libri all’Archivio di Stato

Mario Borghezio, guai giudiziari in vista (Getty Images)

Guai per Mario Borghezio: lo storico esponente leghista, avrebbe sottratto illegalmente alcuni libri all’Archivio di Stato di Torino. L’inchesta in realtà risale alla fine dello scordso novembre ma soltanto adesso sta entrando nel vivo, con la giustizia bloccata per mesi causa Covid-19.

L’ex parlamentare ed ex eurodeputatoallora efra stato denunciato da un’impiegata dell’Archivio di Stato. Secondo la donna avrebbe chiesto di consultare alcuni volumi, ma poi questi sarebbero anche spariti dall’Archivio e ancora oggi non sono stati ritrovati. Quelle carte eramo disponibili solo per la consultaziooe, non per il orestito e quindi non avrebbero pututo lasciare quelle sale.

In effetti è nota a tutti la passione di Borghezio per la storia e in particolare aveva bisogno di documentarsi su alcune vicenbde della II Guerra mondiale. Materiale sul razzismo, sugli ebrei, sulle misure di prevenzione dei bombardamenti che ora pare sparito.  La vicenda era stata così segnalata ai carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale. E successivamente la Procura di Torino aveva avviato un’indagine, ripresa da poco.

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Borghezio si difende parlando di un equivoco ma quei libri sembramo spariti

Lo scorso novembre, quando la vicenda era uscita fuori per la prima volta, il quotidiano ‘La Stampa’ aveva fatto una stima di queli libri e documenti. Complessivamente potevano avere un valore vicino ai 100mila euro, ma soprattutto erano preziosi reperti storici.

Allora come oggi, la difesa di Borghezio è la stessa, solo un grande equivoco: “In realtà volevo solo fotocopiarli, poi li avrei restituiti”, avrebbe raccontato al pm Francesco Pelosi che indaga per furto e tentato furto. Come spiega l’ediizone toriese de ‘La Repubblica’, nel corso di una perquisizione sono state trovate circa 700 pagine di documenti fotocopiati. Però se dalla perquisizione sono emersi solo dei documenti fotocopiati, perché alcuni degli originali risulterebbero ancora mancanti in Archivio? Su questo dovrà fare chiarezza l’inchiesta.

Mario Borghezio, storico esponente della Lega (Getty Images)

Laureato in Giurisprudenza a Torino, Borghezio ha cominciato a lavorare come avvocato nel 1977. Ad inizio degli anni Novanta ha spostato la causa della Lega diventando deputato dal 1992 al 2001 per tre legislature. Qui ha ricoperto anche la carica di
sottosegretario alla Giustizia nel 1994 nel primo governo Berlusconi.

Poi dal 2001 è entrato nel Parlamento europeo, rieletto nel 2004 e nel 2009. Ma sono note anche le sue prese di posizione colotite che alcujne volte sono sfociate in debnunce e condanne. La più celebre, quella per aver insultato nel corso di una trasmissione radiofonica l’ex ministra Cecile Kyenge. Il Tribunale di Milano lo aveva condannato ad una multa di 1000 euro e ad un risarcimento di 50mila alla Kyenge. Una sentenza poi confermata nel 2019 anche dalla Cassazione. Ma lui in ultimo si è difeso dicemdo di senrtirsi un perseguitato politico.