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In Iran, un rapporto dell’aviazione spiega come l’abbattimento del Boeing ucraino l’8 gennaio, sia stato frutto di una serie di errori umani che si potevano evitare. 

“ Un errore umano”.  Si è giustificato così l’Iran riguardo l’abbattimento del Boeing ucraino avvenuto lo scorso 8 gennaio da parte delle sue forze d’aviazione. Ad affermarlo, un rapporto redatto dall’aviazione civile di Teheran.

Il Boeing in questione faceva parte della compagnia Ucraina International Airlines. Precipitò a terra dopo essere stato colpito da due missili militari.

Nello schianto hanno perso la vita 176 persone, tra cui tutti e nove i membri dell’equipaggio. Nel rapporto viene spiegato che si è trattato di una serie di errori commessi dal personale che hanno portato infine a questo tragico evento.  In primo luogo, viene precisato che la procedura standard per calibrare correttamente i radar militari, non è stata eseguita nel modo corretto. 

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Iran, il rapporto: l’operatore ha lanciato missile senza autorizzazione 

Getty Images

Più nello specifico, si parla di “un errore di 107 gradi” non ha più permesso al sistema di calibrare correttamente la traiettoria degli oggetti nel suo campo”. Nel rapporto viene però evidenziato che questi errori potevano assolutamente essere evitati. 

Il documento in questione però, non rappresenta un rapporto finale sull’inchiesta, per cui non ci è dato sapere se a seguito di queste informazioni l’Iran adesso avvierà un processo interno verso chi ha commesso questi errori.

Il rapporto afferma poi che il primo missile è stato lanciato da un operatore di una batteria di difesa. Questi però, non aveva ricevuto nessuna autorizzazione a farlo dal centro di coordinamento militare iraniano. Il secondo missile è stato esploso trenta secondi dopo sempre dallo stesso operatore militare.

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