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Coronavirus, tornano le restrizioni in Spagna: 70 focolai attivi. Catalogna e Galizia le regioni più colpite con l’obbligo delle mascherine reintrodotto assieme alla chiusura di alcune attività

Nuove restrizioni in Spagna
Coronavirus, tornano le restrizioni in Spagna: 70 focolai attivi (Foto: Getty)

La situazione del coronavirus torna a spaventare l’Europa. Quella che doveva essere la stagione del completo ritorno alla normalità si sta trasformando in un lento passo indietro verso il lockdown. Ieri la Bulgaria aveva reintrodotto le misure restrittive per il nuovo record di contagi in 24 ore, oggi anche la Spagna deve fare i conti con una diffusione inaspettata.

Se per quanto concerne alcune regioni del mondo come Usa e Sud America, India e Australia, la nuova ondata era “attesa”, visto che non si era ancora arrivati al picco, nel Vecchio Continente l’estate aveva schiarito gli orizzonti. Se il caldo rende più “debole” il SarsCov2 (come dichiarato da diversi virologi), di certo non annulla le possibilità di contagio.

Proprio la Spagna conta al momento ben 73 focolai attivi, rispetto ai 12 del 23 giugno. Un aumento esponenziale in sole 3 settimane e in continuo sviluppo.

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Coronavirus, tornano le restrizioni in Spagna: 70 focolai attivi

Coronavirus Spagna
Coronavirus, tornano le restrizioni in Spagna: 70 focolai attivi (Foto: Getty)

Le due zone più colpite da questa seconda ondata sono la Catalogna, a Segrià (in provincia di Lleida) e in Galizia, a La Marina (in provincia di Lugo). Il governo ha deciso di porre in isolamento 210mila abitanti, con 132 in lockdown a Segrià.

Il Dipartimento della Salute ha installato un ospedale da campo vicino al nosocomio della città catalana, per far fronte ai 351 nuovi ricoveri.

In Galizia i nuovi casi sono 190 dal 23 giugno ma le restrizioni sono limitate solo ai comuni nel quale si sono riscontrate le infezioni. In più le elezioni regionali, previste per questo fine settimana, non sono state cancellate visto che secondo il parere dell’amministrazione locale “ci sono le condizioni per andare alle urne”.

Non sono a contagio zero nemmeno le altre zone della Spagna, con 59 nuovi casi in Aragona, 32 in Andalusia e 22 nella sola Madrid.

Le restrizioni consistono nell’obbligo di mascherina anche all’aperto, oltre alla chiusura di alcuni locali notturni e luoghi di assembramento. Ogni attività sportiva viene disputata senza presenza di pubblico. La paura è che si possa tornare indietro di un paio di mesi qualora non si riesca a controllare l’evolversi della situazione. Un rischio che spaventa tutta l’Europa.

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