Usa, Trump battuto anche dagli indiani: bloccato l’oledotto in Dakota

Usa, Trump battuto incassa un’altra sconfitta. Un giudice federale ha bloccato l’oleodotto in North Dakota, hanno vinto gli indiani

Usa, Donald Trump battuto dagli indiani (Getty Images)

Usa, Trump battuto ancora una volta. Già molto indietro nei sondaggi elettorali in vista delle Presidenziali di novembre, l’inquilino della Casa Bianca è stato battuto anche dai nativi americani. Un giudice infatti ha deciso di bloccare, almeno per un anno, la costruzione dell’oleodotto fortemente voluto dal Presidente in Dakota.

Uno dei punti di forza nella politica interna di Trump è da sempre quello dell’autosostentamento. E per arrivarci servono tutte le risorse possibili, a qualsiasi costo. Così era partito il cantiere per la costruzione del Dakota Access Pipeline. Un oleodotto lungo quasi 2mila chilometri che dovrebbe collegare il North Dakota all’Illinois passando per quattro Stati.

Le proteste contro l’oleodotto in North Dakota (Getty Images)

L’opera è stata però subito bocciata da diverse associazioni ambientaliste e dagli indiani che contesta la parte della tubatura che passerebbe sotto il mare. Metterebbe a rischio il bacino idrico delle comunità e violerebbe terreni e luoghi sacri ai Sioux. Ora il giudice federale James E. Boasberg, del District of Columbia, ha stabilito che il cantiere entro il 5 agosto dovrà chiudere temporaneamente

Secondo il giudice, la costruzione non rispetta i requisiti della National environment polity act (Nepa). Quindi ha sospeso il permesso accordato alla società Energy Transfer segnando un punto a favore dei contestatori.

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Obama l’aveva bloccato e Trump riaperto ma ora un giudice stoppa tutto

La vicenda va avanti da almeno tre anni. Alla fine del suo mandato, infatti, Barack Obama aveva deciso di negare il permesso all’azienda costruttrice. Ma Trump era convinto di poter arrivare sino in fondo e così nel primi mesi del 2017 aveva fatto sgombrare l’accampamento allestito da ecologisti e membri della tribù Sioux di Standing Rock.

Tutto in ordine sino al marzo scorso quando una corte distrettuale di Washington ha accolto il ricorso presentato dai protestanti. E aveva stabilito che le analisi effettuate dal Genio dell’esercito non eliminavano la questione delle conseguenze sulle tribù locali. Così erano stati revocati i permessi per l’oleodotto Dakota Access. Ma i giudici hanno comunque ordinato una nuova valutazione di impatto ambientale.

Adesso l’opera resterà bloccata almeno fino all’autunno 2021 aspettando le conclusioni di un rapporto sull’impatto ambientale d. Indubbiamente un duro colpo, in termini economici, per la Transfer Energy. Una ordinanza di 24 nella quale il giudice dice di comprendere l’impatto di una tale decisione. Ma comunque deve essere operativa entro al massimo trenta giorni. Uno degli avvocati che rappresenta i nativi americani ha definito la sentenza “stupefacente”. Invece la società texana Energy Transfer, proprietaria dell’oleodotto, per il momento non ha rilasciato commenti.

Usa, gli indiani hanno sconfitto Trump (Getty Images)

L’oleodotto sarebbe costato 3,8 miliardi di dollari, per un’estensione di 1.886 chilometri passando sotto il fiume Missouri. L’anno scorso la società aveva proposto di raddoppiare la capacità passando ad oltre un milione di barili. Anche perché l’estrazione quotidiana di petrolio quotidiano nel Nord Dakota era di circa 1,45 milioni di barili al giorno. La pandemia però ha cambiato tutto e ora un giudice ha fatto il resto.