Decreto semplificazioni: cosa accade a chi non comunica la pec

0

L’approvazione del Decreto semplificazioni, da parte del Consiglio dei Ministri, prevede importanti novità che riguardano i professionisti che non comunicano la pec.

Mail
il decreto semplificazioni sospende chi non comunica la pec (photo Pixabay)

Il Decreto semplificazioni è stato approvato dal Consiglio dei Ministri nella nottata tra il 6 e il 7 luglio. Come Luigi Di Maio ha tenuto a precisare mediante il suo account Twitter, il nuovo decreto porterà al taglio dei costi della burocrazia, rendendola anche più snella. Tra le più ingenti novità apportate, ce n’è una in particolare che riguarda i liberi professionisti.  Come riporta Studio Cataldi, al Capo IV , ovvero dove si parla delle misure dell’innovazione,il decreto ha apportato novità circa l’utilizzo della posta elettronica certificata. Proprio per far sì che questo utilizzo sia favorito, il decreto prevede rigorosi obblighi: “Il professionista che non comunica il proprio domicilio digitale (pec) all’albo, è obbligatoriamente soggetto a diffida ad adempiere, entro 30 giorni“.

Per “diffida ad  adempiere”, nel linguaggio giuridico, si intende l’intimazione che una parte fa ad un altro soggetto affinché adempia ad un determinato obbligo.

In caso di mancata comunica, il Collegio o Ordine di appartenenza del libero professionista stabilisce la sospensione dal relativo albo, fino alla comunicazione della stessa pec.

Leggi anche >>> Conte: “Il decreto semplificazioni perché il paese torni a correre”

Decreto semplificazioni: sospensione per i profesionisti che non comunicano la Pec

Mail
Le novità introdotte dal decreto semplificazioni (photo pixabay)

Dunque, i liberi professionisti hanno a disposizione 30 giorni per comunicare il proprio domicilio digitale, pena la sospensione dall’albo. In base a quanto si apprende, la disposizione è stata introdotta nel decreto le norme del Codice dell’amministrazione digitale che impongono tali obblighi, sono rimaste pressoché inattuate.

Come riporta la fonte, a cambiare è anche il contenuto dell’obbligo. Prima, infatti, i liberi professionisti erano chiamati a comunicare il proprio indirizzo Pec, per così dire, personale. Adesso, bisogna comunicare il proprio “domicilio digitale”, ovvero l’indirizzo elettronico contenuto all’Anagrafe nazionale.

 

Potrebbe interessarti anche: Bonus moto e motorini elettrici, tutte le novità nel Decreto rilancio

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui