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Coronavirus, l’App Immuni per ora è un flop e l’hanno scaricata solo 4,5 milioni di italiani nonostante la grande pubblicità. Domenico Arcuri spiega i motivi

immuni meloni
Coronavorus, App Immuni è un flop (screenshot YouTube)

Coronavirus, l’App Immuni per ora è un flop. Le ultime stime dicono che è stata scaricata da circa 4,5 milioni di italiani, il 10% di quelli che avrebbero potuto e dovuto farlo. Tutto questo nonostante le raccomandazioni del governo e la pubblicità pressante che è stata fatta all’applicazione di tracciamento.

Un insuccesso che il Commissario Domenico Arcuri ha giustifiocato in diversi modi, intervistato da Lucia Annunziata. Anche lui riconosce come il target numerico fosse decisamente più alto, ma il governo non molla. La campagna di comunicazione andrà avanti e intanto a Roma cercano di capire le cause. Una su tutte: “La ragione principale ha a che fare con la fase del ciclo di epidemia che stiamo vivendo. E trova una qualche forma comprensibile ma non condivisibile di rilassamento generale. Però va avanti e ci servirà molto a partire dall’autunno”.

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Domenico Arcuri, commissario straordinario (websource)

La sperimentazione era partita l’8 giugno scorso in quattro regioni e successivamente estesa in tutta Italia. E la spesa per il lancio e la prima fase è stata pari a 3 miliardi, calcolando anchegli investimenti per il potenziamento delle strutture anti-Covid.

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Ecco perche il governo non molla e da lunedì scorso, 6 luglio Google da maggiore visibilità all’applicazione con un link presente nella sua homepage. Rimanda alla pagina da cui è possibile scaricarla. Stesso discorso per YouTube: qui è possibile trovare un video di 15 secondi, caricato dall’account ufficiale di Google, che invita a effettuare il download del software in piena sicurezza. L’applicazione utilizza la tecnologia Bluetooth per tracciare i contatti tra gli utenti. Tutte le persone entrate in contatto con un positivo possono essere avvisate tramite una notifica, che presenta solo  la data del contatto.

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Arcuri bacchetta le Regioni e spiega le prossime mosse per la scuola

Ma il Commissario Arcuri ha parlato anche di altro. Come dei tamponi che latitano. Le Regioni oggi potrebbero fare fino a 92mila tamponi al giorno perché sono state dotate di tutti gli strumenti idonei. Se non lo fanno, dice Arcuri, bisognerebbe chiederlo a loro perché le condizioni ci sono.

Coronavirus francia
Coronavirus, nuovi banchi nelle scuole (via Screenshot)

Intanto però ha annunciato un bando per una procedura pubblica europea “per acquistare 2 milioni di test sierologici da somministrare al personale docente e non docente” prima della riapertura delle scuole. Saranno effettuati insiame ai medici di famiglia, le Asl e i distretti sanitari. Un’operazione da ripetere con cadenze regolari durante l’anno scolastico.

E alla ripresa delle lezioni serviranno 10 milioni di mascherine al giorno, da distribuire  gratuitamente al personale, agli insegnanti e agli studenti. Ma almano il 40 se non il 50% dei banchi attualmente impiegti dovrà essere cambiato. Un’altra operaziokmne da fare mnelle prossime settimane perchè il 14 settem vre tutto vogliono tornare.

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