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Coronavirus, l’annuncio dell’OMS: “La pandemia sta accelerando”. Secondo l’organizzazione mondiale della sanità il picco non sarebbe ancora stato raggiunto

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Coronavirus, l’annuncio dell’OMS: “La pandemia sta accelerando” (Foto: Getty)

L’estate con il suo clima torrido e il parziale ritorno alla normalità sembra aver assopito in tutti noi il ricordo del coronavirus. Mascherine indossate sempre più distrattamente e distanziamento sociale rivedibile, hanno preso il posto delle rigide misure dei mesi scorsi. Il virus non è più così forte e facilmente trasmissibile come prima, hanno dichiarato diversi virologi, quasi a voler tranquillizzare la popolazione dopo momenti davvero duri. Questo però non è il quadro complessivo che il mondo sta vivendo. In diverse zone, vedi Brasile, Usa e Australia, i focolai sono ripartiti e stanno tornando a fare paura. Alcuni come la Cina, sono stati costretti a reintrodurre misure drastiche per evitare seconde ondate molto pericolose. L’OMS ha ribadito anche ieri che la pandemia è tutt’altro che terminata, anzi sta vivendo la sua massima espansione, accelerando di giorno in giorno verso un picco che ancora deve essere raggiunto.

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Coronavirus, l’annuncio dell’OMS: “La pandemia sta accelerando”

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Coronavirus, l’annuncio dell’OMS: “La pandemia sta accelerando” (Foto: Getty)

L’Organizzazione mondiale della sanità, dopo un’iniziale lentezza nel definire il Covid-19 come un patogeno pandemico globale, ora sembra andarci con i piedi di piombo. Il continuo aumento di casi nel Continente americano, così come nello Stato di Vittoria in Australia, non può lasciare tranquilli. All’interno della conferenza stampa tenutasi a Ginevra il 7 luglio, il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha dichiarato: “La pandemia sta accelerando e possiamo affermare con certezza che il picco deve ancora essere raggiunto”.

Poi ha aggiunto: “Nelle prime 12 settimane di diffusione del virus si sono registrati 400.000 casi, lo stesso numero toccato nel mondo nello scorso fine settimana. Siamo arrivati a 11,4 milioni di contagi, con oltre 535.000 vittime. Non possiamo abbassare la guardia”.

Insomma un netto richiamo all’attenzione di tutti per evitare di ripiombare a breve in un limbo fin troppo pericoloso, sia dal punto di vista sanitario che economico.

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