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Caso camici in Lombardia, dopo il clamore delle settimane scorse ora la Procura avrebbe iscritto i primi nomi come indagati

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Caso camici in Lombardia, spuntano gli indagati (Getty)

Coronavirus, caso camici in Lombardia, l’inchiesta sembra essere arrivata ad una prima svolta. Secondo l’Ansa infatti ci sarebbero i nomi dei primi indagati da parte della Procura di Milano. Uno sarebbe Andrea Dini, cognato del Governatore regionale Attilio Fontana (è il fratello della moglie. E insieme a lui, secondo le agenzie, anche Filippo Bongiovanni, direttore generale di Aria, la Centrale acquisti regionale.

Il reato contestato è quello di turbativa d’asta, o meglio “turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente. Tutto era partito ad aprile in piena emergenza sanitaria in seguito alla fornitira di oltre 500mila camici da parte della Dama spa, società nella quale ha una quota minima la moglie di Attilio Fontana.

Lombardia
Il Governatore lombardo Attilio Fontana (Websource)

I magistrati dovranno stabilire se la procedura con cui è stata concessa la fornitura di camici insieme ad altro materiale medico per 513mila euro sia stata regolare oppure no. Dopo un servizio trasmesso da Report su Rai 3, che ipotizzava irregolarità, le fatture sarebbero state stornate trasformando l’acquisto in una donazione. E in effetti Dini finora ha sempre affermato che aveva scopi benefici fin dall’inizio. Il governatore Fontana da subito ha invece detto di essere estraneo alla vicenda e ha annunciato querele.

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Inchiesta sulla fornitura di camici, tutti i dubbi sulla donazione alla Regione

Oggi comunque nel pomeriggio i militari della Guardia di Finanza (Nucleo Speciale di Polizia Valutaria) hanno fatto visita agli uffici di Regione Lombardia. Secondo le prime indiscrezioni avrebbero acquisito la documentazione relativa ad alcuni contratti. Quelli stipulati con la società di cui la moglie del governatore lombardo Attilio Fontana detiene una quotam, gestita dal cognato.

Un primo passo concreto nell’indagine per turbativa d’asta  coordinata dai pm Luigi Furno e Paolo Filippini. Lo scorso 16 aprile Aria spa, centrale acquisti della Regione Lombardia ha ordinato 51 camici e altro materiale alla società Dama spa per un valore di 513miila euro. La società è gestita da Andrea Dini, erede di una famiglia di imprenditori varesini, quelli del marchio “Paul&Shark”. Ad insospettire, il fatto che Dini sia cognato del governatore regionale e che quindi quella commessa possa essere sospetta.

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Il Pirellone di Milano (Getty Images)

Il pagamento dei 513 mila euro era avvenuto in realtà il 22 maggio. Ma in seguito le fatture sono state stornate e l’acquisto  trasformato in donazione. Dini e Fontana hanno parlato di un errore da parte della contabilità che non aveva registrato correttamente l’operazione. La Procura però ha deciso di amndare fino in fondo per chiarire la natura di questi rapporti e se ci siano stati o meno reati.

In ogni caso Matteo Salvini un’idea se l’era fatta. Intervistato a Italia 7 Gold aveva preso le difese di Fontana: “Il governatore della Lombardia eè accusato di aver regalato 500 mila euro di camici ai medici lombardi? Forse è un reato aver donato 513 mila euro di merce agli ospedali lombardi? Se è così’ andiamo a vivere su Marte”.