Silvia Romano: “In Italia sento gli occhi addosso. Vi spiego la conversione” 

Intervista a Silvia Romano. La cooperante milanese rientrata a Milano dopo un anno e mezzo di prigionia si confessa ai microfoni de ‘La luce’. La 24enne spiega la conversione e la sua nuova vita italiana. 

bufala silvia romano nuda
Silvia Romano (Getty Images)

Silvia Romano rompe il silenzio. La volontaria milanese, rapita in Kenya nel novembre del 2018 e tornata in libertà soltanto lo scorso maggio, si è confessata ai microfoni del quotidiano on line Luce. La 24enne ha raccontato il sequestro, la conversione all’islam e la sua nuova vita di ritorno in Italia a un anno e mezzo di distanza.

La ragazza, quando l’incubo ha iniziato a materializzarsi, si è posta la classica domanda: perché proprio a me? “Nel momento in cui fui rapita, iniziando la camminata, iniziai a pensare: io sono venuta a fare volontariato, stavo facendo del bene, perché è successo questo a me? Qual è la mia colpa? È un caso che sia stata presa io e non un’altra ragazza? È un caso o qualcuno lo ha deciso?”, racconta.

Silvia Romano riscatto

Silvia Romano si racconta

Da lì la prigionia, le lacrime e il dolore straziante. Ed è proprio in questo percorso, spiega Silvia, che ha trovato la fede passando da atea-indifferente in Italia a credente: “In una situazione di terrore del genere e vicino alla morte iniziai a pregare Dio chiedendogli di salvarmi perché volevo rivedere la mia famiglia; Gli chiedevo un’altra possibilità perché avevo davvero paura di morire. Quella è stata la prima volta in cui mi sono rivolta a Lui”. 

E’ stato poi il Corano ad aprirle definitivamente il cuore. Testo sacro letto direttamente tra le mura di una prigione: “Dopo aver letto il Corano non ci trovai contraddizioni e fin da subito sentii che era un libro che guidava al bene. Il Corano non è la parola di Al Shabaab! Ad un certo punto sentii che era un miracolo, per questo la mia ricerca spirituale continuava e acquisivo sempre più consapevolezza dell’esistenza di Dio”.

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Inizia così la conversione di Silvia. Ma la ragazza era consapevole dell’ostilità che avrebbe trovato in Italia una volta rientrata: “Ho pregato tantissime volte Dio affinché rafforzasse la mia fede per quello a cui sarei andata incontro, che rafforzasse la mia fede per affrontare tutte le offese che avrei ricevuto”. 

Ecco com’è adesso la sua vita: “Quando vado in giro sento gli occhi della gente addosso; non so se mi riconoscono o se mi guardano semplicemente per il velo; in metro o in autobus credo colpisca il fatto che sono italiana e vestita così. Ma non mi dà particolarmente fastidio. Sento la mia anima libera e protetta da Dio”.