Recovery Fund, premier olandese Rutte spiazza tutti: le sue parole

Intervistato dal Corriere della Sera, il premier olandese Rutte da un lato tende la mano al nostro paese, dall’altro si dimostra inflessibile sulle trattative riguardanti il Recovery Fund.

Il primo ministro Olandese Mark Rutte è stato intervistato dal Corriere della Sera sulle attuali discussioni all’interno dell’Unione Europea in merito alla gestione della crisi post-cornavirus.

Rutte ci ha tenuto a ribadire che il suo paese gode di “eccellenti rapporti” con l’Italia.

Ma ha però al tempo stesso ha invitato il governo guidato da Giuseppe Conte a mettere subito in campo le riforme necessarie a rendere il nostro paese in grado di rispondere da solo alla recessione che sta per arrivare. Per quanto riguarda il Recovery Fund, Rutte ha dichiarato che “ci sono differenze. La trattativa sarà dura, prenderà un po’ di tempo”.

Resta però, la sua ferma presa di posizione contro i trasferimenti a fondo perduto. Per il primo ministro olandese infatti, il sistema dei prestiti è l’unico possibile. Gli aiuti europei a suo parere, devono necessariamente avvenire tramite questa formula.

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Rutte: l’Italia deve aiutarsi da sola

La distanza tra i leader europei su come strutturare il Recovery Fund rimane dunque molto ampia, e la sua approvazione in tempi brevi sembra sempre più lontana. Rutte, durante l’intervista, ha ribadito più la solidità delle relazioni diplomatiche tra Italia e Olanda, elogiando l’operato del governo italiano, in grado anche di essere riuscito a fare passare “riforme impopolari”.

Ma ha anche riconosciuto come la pandemia di coronavirus abbia colpito il nostro paese molto più di altri. Questo sia in termini di morti che di danni e conseguenze economiche da affrontare. Proprio per questo Rutte ha chiarito che l’Europa deve fare il possibile per aiutare chiunque sia stato messo in ginocchio dal Covid. 

Molto meno conciliante il giudizio del primo ministro olandese sul Patto di Stabilità. Rutte infatti si è dichiarato fortemente contrario a qualsiasi allentamento delle regole in proposito. Anzi a suo parere questo andrebbe applicato in maniera ancora più rigida per poter mettere realmente in sicurezza l’economia europea.

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