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Turismo, frontiere chiuse nell’area Schengen (Italia compresa) per chi arriva da Russia e Stati Uniti. Una mazzata per il nostro turismo

Turismo frontiere chiuse: russi e americani non possono venire (Getty Images)

Turismo, frontiere aperte solo in parte dall’Unione Europea. Sono stati riaperti infatti gli scali per i voli extra Schengen escludendo però quelli in arrivo da Usa e Russia. E per la Cina serve la reciprocità. Una misura figlia della sicurezza ma che farà discutere perché di fatto per l’Italia significa una perdita miliardaria alla voce turismo.

I conti sono presto fatti: nel 2019 i turisti americani hanno speso, in base ai dati di BankItalia, oltre 5,5 miliardi di euro con quasi 40 milioni di pernottamenti. E i russi spendono oltre 170 euro al giorno in Italia mentre la media degli altri stranieri in vacanza è di poco inferiotre ai 120 euro. In tutto, lo scorso anno (come precisa l’Enit) la spesa per il turismo è stata pari a 84 miliard. E 44 arrivano da ospiti stranieri. Il buco complessivo quindi quest’anno potrebbe essere vicino ai 70 miliardi di euro.

colosseo roma
Roma è una delle città più penalizzate (Getty Images)

In concreto il mamcato arrivo di clienti americani e russi, abituati aistemaziolni di lusso, comporta la mancata apertura di diverse strutture a 4 e 5 stelle. Potrebbero rimanere chiusi almeno tutto luglio e forse agosto per riparrire soltanto in settembre. Ma già  nei prossimi giorni, in controtendenza, torneranno ad aprire alcuni hotel di lusso in Costa Smeralda e a Cortina.

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Federalberghi lancia l’allarme rosso: le più colpite saranno le città d’arte

Chi ha esattamente il polso della situazione turismo straniero in Italia è Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi. E anche lui non ha pensieri positivi: “Mancheranno turisti con alta capacità di spesa – ha detto a ‘La Repubblica’ – ma come Federalberghi non entriamo nel merito della decisione, perché la sicurezza sanitaria è la priorità. Però per noi è una mazzata”. Il comparto è uno di quelli che alza il Pil in Italia e così sarà molto più dura perché si tratta dui turisti molto generosi.

A partire di più potrebbero essere le città d’arte come Roma, Firenze e Venezia, ma anche la Costiera Amalfitama, Capri, la Sardegna. “Le località balneari non avranno ospiti capaci di spendere tanto quanto i russi. Gli italiani non rendono quanto gli stranieri. Anche noi, quando andiamo all’estero, ci trattiamo meglio di quanto facciamo solutamente. Se le presenze di italiani saranno il 50%, le entrate ammonteranno però al 40%. E poi non si tratta soltanto di quanto incasseranno gli hotel, le abitudini di spesa degli stranieri incidono di più sull’indotto”.

Venezia Coronavirus
Turismo in Italia, il Covid blocca tutto (Getty Images)

Secondo i calcoli di Federalberghi almeno una struttura su tre è destinata a non riaprire. Ecco perché c’è nuovamente un appello al governo per un sostegno fattivo. Uno dei modi potrebbe essere sgravare il costo del lavoro per i dipendenti. L’unico modo per dare ossigeno in vista di un 2021 che deve essere l’anno del rilancio.